Avvocati Sospeso processo disciplinare

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Avvocati Sospeso processo disciplinare

Per valutare la sussistenza di un rapporto di pregiudizialità tra procedimento penale e disciplinare a carico di un avvocato, allorché i due procedimenti abbiano ad oggetto i medesimi fatti – dunque ai fini dell’obbligo di sospensione del procedimento disciplinare in attesa di definizione di quello penale  – assume rilevanza decisiva la circostanza che la contestazione dei fatti all'imputato nell'ambito del procedimento penale, sia avvenuta con esecuzione di una misura restrittiva della libertà personale (nella specie, gli arresti domiciliari).

E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, accogliendo il ricorso di un avvocato, sottoposto a procedimento disciplinare per essersi fatto consegnare degli assegni dal cliente, finalizzati a definire delle controversie con l’Agenzia delle Entrate, senza tuttavia restituire l’importo avanzato. Il ricorrente contestava, in particolare, la mancata sospensione del procedimento disciplinare in questione, stante la contestuale pendenza di procedimento penale per i medesimi fatti.

Stessi fatti Disciplinare sospeso in pendenza di penale

Invero – chiarisce in proposito la Suprema Corte – qualora l’addebito disciplinare al legale abbia ad oggetto gli stessi fatti contestati in sede penale, si impone la sospensione del giudizio disciplinare in pendenza di procedimento penale; sospensione che si esaurisce con il passaggio in giudicato della sentenza che definisce il procedimento penale, senza che la ripresa di quello disciplinare sia soggetta a termine di decadenza.

In sostanza, allorquando sia avvenuta la contestazione di un reato ed il destinarlo abbia assunto la qualità di imputato, il Consiglio nazionale forense deve necessariamente verificare la sussistenza di presupposti per la sospensione del procedimento disciplinare, procedendo ad un a deliberazione circa l’identità esistente tra le condotte contestate in sede penale e nel procedimento sottoposto alla sua cognizione.

Contestazione penale con misura restrittiva Decisiva per pregiudizialità

Nel caso di specie, dunque – concludono le Sezioni Unite con sentenza n. 15206 del 22 luglio 2016  – l’elemento che appare qualificante per la pregiudizialità del procedimento penale rispetto a quello disciplinare, è proprio l’avvenuta contestazione al ricorrente di un fatto di reato sovrapponibile a quello oggetto di cognizione disciplinare. Tanto più, quando detta contestazione sia avvenuta – come nel caso de quo – mediante esecuzione di una misura cautelare quale gli arresti domiciliari.

 

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