Funzioni giudiziarie


Fallimenti, riforma urgente

eDotto | 08/02/2005 Un primo passo in avanti è stato già fatto, ma bisogna procedere oltre: Confindustria rilancia sulla riforma del diritto fallimentare, che oggi torna all’ordine del giorno della commissione Giustizia del Senato.  Secondo le imprese serve un intervento per semplificare maggiormente le procedure e soprattutto per rendere più ampi ed efficaci i patti extragiudiziali che potrebbero diventare il vero aspetto qualificante di tutto l’intervento.
Funzioni giudiziarieDirittoDiritto fallimentareFallimento

La controversia con l'Erario non porta allo stop del fallimento

eDotto | 06/02/2005 La Corte di Cassazione - sentenza n. 23001 del 9 dicembre 2004 – sostiene non dover essere disposta la sospensione del processo davanti al giudice fallimentare nel caso di pendenza di una controversia tributaria; i crediti relativi a tributi, contestati davanti alle Commissioni tributarie, devono essere ammessi al passivo delle procedure fallimentari con riserva. Il meccanismo dell'ammissione con riserva, che il giudice fallimentare scioglierà dopo la definitiva decisione della controversia...
Diritto fallimentareDirittoFallimentoFunzioni giudiziarie

"Trust" anche nel concordato

eDotto | 13/01/2005 Il giudice fallimentare del Tribunale di Parma, nell'ambito di una procedura di concordato preventivo, ha autorizzato il commissario giudiziale a rendersi trustee di un trust. L'utilizzo dell'istituto è stato, dunque, inteso come mezzo per la gestione di una "crisi" aziendale. Il trust dovrebbe essere finalizzato, infatti, a garantire la segregazione del patrimonio conferito in modo da destinare il ricavato della vendita alla maggiore soddisfazione possibile dei creditori del concordato....
Diritto fallimentareDirittoFunzioni giudiziarieConcordato preventivo

Fallimenti, per i residui un calcolo in salita

eDotto | 07/01/2005 L'agenzia delle Entrate, con la circolare n. 42/E del 4 ottobre 2004, ha precisato che, nel caso in cui il fallimento si chiuda per compiuta ripartizione finale dell'attivo o per insufficienza dell'attivo stesso, non è configurabile alcun residuo attivo da restituire al soggetto fallito. Il Fisco ribadisce, inoltre, che la chiusura della procedura di fallimento e il ritorno in bonis non determinano il sorgere di una nuova impresa, ma semplicemente la continuazione della precedente assoggettata...
Diritto fallimentareDirittoFallimentoFunzioni giudiziarie