Affitto d’azienda più caro

Pubblicato il 17 agosto 2006

L’articolo 35, comma 10-quater, del Dl 223/2006 prevede una deroga al regime di tassazione delle locazioni d’azienda quando si verificano contemporaneamente due condizioni:

 

. il valore normale del fabbricato (determinato secondo le regole fissate dall’articolo 14 del Dpr 633/72) è superiore al 50% del valore complessivo dell’azienda;

. l’eventuale applicazione dell’Iva e dell’imposta di Registro secondo le regole previste per la locazione d’azienda, unitariamente considerata, consente di conseguire un risparmio d’imposta rispetto a quella prevista per la locazione di fabbricati.

 

La disposizione mira a evitare comportamenti elusivi nella locazione dei fabbricati. Infatti, introducendo un’imposta fissa dell’1% su tutte le locazioni di immobili strumentali, comprese quelle soggette all’Iva, si vuole impedire che chi intende affittare un immobile commerciale simuli un affitto d’azienda per sfuggire al pagamento dell’imposta di registro dell’1%. L’affitto d’azienda è, inoltre, assoggettato all’imposta di Registro in misura diversa a seconda dello status del locatore. Due sono le ipotesi che si possono verificare. Il locatore è un imprenditore individuale che affitta l’unica azienda che possiede e in questo caso perde la qualifica di soggetto passivo d’imposta e il contratto viene assoggettato al Registro con aliquote diverse, che possono variare a seconda che il contratto preveda canoni separati o un canone unico. Il locatore è un imprenditore con più aziende o una società: in tal caso, i canoni relativi all’affitto d’azienda devono essere assoggettati all’Iva ordinaria al 20% e all’imposta di Registro nella misura fissa di 168,00 euro. Saranno interessati da questa nuova disciplina gli affitti d’azienda di alberghi, residence, villaggi turistici, con effetti fiscali di sicuro più rilevanti data la grandezza del patrimonio immobiliare. Le nuove disposizioni in materia di affitto d’azienda riguarderanno solo i contratti registrati dopo l’entrata in vigore della legge di conversione 248/06.

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