Arresto Ue valido se il Dna di prova si trova all'estero

Pubblicato il 28 agosto 2008
E' stata depositata ieri una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 34294, con la quale è stato dato il via libera all'esecuzione di un mandato di arresto europeo, nei confronti di un cittadino italiano, eseguito sulla base dei dati di Dna contenuti in una banca dati estera. Con la pronuncia, è stato sottolineato come i risultati dell'esame possano essere acquisiti come prova nell'ambito di attività di cooperazione di polizia giudiziaria e come l'acquisizione di reperti per l'esame del Dna non violi diritti fondamentali e non integri un divieto di consegna di un cittadino a uno Stato estero. Inoltre, anche in mancanza, nel nostro ordinamento, di una norma che disciplini i casi e le modalità dei prelievi ematici coattivi, non deve escludersi la possibilità del prelievo di altri reperti biologici con modalità non invasive e non lesive dell'integrità personale.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy