Contante pericoloso

Pubblicato il 30 luglio 2008

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 19902 del 18 luglio scorso, ha accolto un ricorso del Fisco contro una decisione dei giudici provinciali e regionali che avevano annullato un accertamento induttivo nei confronti di una società di Forlì, che era solita pagare in contanti, in quanto i pagamenti eseguiti con tale modalità non provavano che le relative somme derivassero da operazioni non registrate. I giudici di legittimità hanno ribaltato le decisioni delle Commissioni tributarie precisando che, in presenza di un complesso di elementi dimostrativi della disponibilità di somme non contabilizzate, è legittima la presunzione dell'esistenza di ricchezza più ampia di quella dichiarata. I pagamenti in contanti senza disponibilità di cassa, fanno presumere, quindi, una contabilità parallela che legittima, di per sé, la rettifica della dichiarazione.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Bando ISI 2025: apertura e calendario delle scadenze

03/03/2026

Personale di volo: retribuzioni convenzionali valide ai fini IRPEF

03/03/2026

Agricoltura, l’INPS aggiorna le istruzioni su piccola colonia e compartecipazione

03/03/2026

Modello Redditi SP 2026: principali novità

03/03/2026

Disabilità e licenziamento discriminatorio: niente sconto sull’indennizzo

03/03/2026

Operazioni di MLBO: recupero IVA assolta sui costi di transazione. Chiarimenti Entrate

03/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy