Controlli a 360 gradi

Pubblicato il 24 ottobre 2008 La Corte di cassazione, nella sentenza n. 39888 del 23 ottobre 2008, ha sancito che il datore di lavoro, responsabile della sicurezza del lavoro, è tenuto ad “operare un controllo continuo e pressante per imporre che i lavoratori rispettino la normativa sfuggendo alla tentazione, sempre presente, di sottrarvisi anche instaurando prassi di lavoro non corrette”. Dunque, in caso di infortunio il datore rischia il carcere se la vigilanza non è stata costante e pressante. Nel caso di specie il datore di lavoro aveva affiancato un operaio esperto ad un apprendista che, nonostante le indicazioni dell’operaio esperto su come non correre rischi, aveva fatto di testa sua ferendosi gravemente alla mano sinistra nel pulire una macchina per la lavorazione del legno. Ma per i giudici della Suprema corte anche una diligente formazione e informazione “non dispensa il datore di lavoro dagli obblighi di controllo e di vigilanza affinché il lavoratore, soprattutto se poco esperto perché apprendista, non corra il rischio di eventi lesivi”.
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