Frodi prova facile

Pubblicato il 08 luglio 2008 La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27508 del 7.7.08, ha stabilito che, “in relazione ad alcuni reati ed in particolare modo per quelli tributari e più in generale per quelli, come la bancarotta fraudolenta, che impongono la ricostruzione del volume d’affari di una società, non sempre è possibile individuare preventivamente il documento ritenuto utile allo scopo. In tali casi non si può prescindere dal sequestro dell’intera contabilità relativa all’impresa per individuare in un secondo momento quelli effettivamente necessari all’accertamento del fatto. In ipotesi del genere è sufficiente indicare la tipologia dell’atto e del documento e il nesso con l’attività dell’impresa”. Nel caso di specie, a seguito delle ispezioni della Guardia di Finanza, sono emerse tracce di files, successivamente cancellati, che facevano supporre un maggiore volume d’affari rispetto a quello dichiarato.
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