I penalisti: rigore sulle registrazioni

Pubblicato il 29 gennaio 2009

Raggiunta un'intesa di massima sulla “lista” dei reati intercettabili, ora la riforma sulle intercettazioni è pronta per essere presentata alla Commissione giustizia della camera. Dalle prime indiscrezioni sulle modifiche emerge che, come già previsto dalla legge attuale, potranno essere oggetto di intercettazione tutti i reati con pene superiori ai cinque anni. Per quel che concerne i controlli in corso d'opera, poi, per i magistrati responsabili di aver violato il segreto istruttorio, scatterà la responsabilità disciplinare con possibilità di trasferimento a una sede diversa e anche a diverse funzioni. Probabile anche l'accoglimento di un emendamento dell'Udc che introduce un tetto di massimo di budget per ogni procura sul capitolo intercettazioni, con tanto di controllo successivo della Corte dei conti, e di conseguente responsabilità contabile dei giudici. Per quel che concerne l'autorizzazione delle intercettazioni, non sarà più solo il gip a poterle concedere, ma un collegio giudicante composto da tre togati che potrà autorizzare l'ascolto solo se esistano “gravi indizi di colpevolezza”. Inoltre, i pm che conducono le indagini dovranno rimanere anonimi per tutta la durata delle investigazioni. Le intercettazioni avranno un limite di durata di 45 giorni, prorogabili su richiesta.

Oreste Dominioni, presidente delle camere penali, nel sottolineare come le intercettazioni debbano essere fatte solo ove realmente indispensabili, esprime un giudizio positivo sull'intesa raggiunta dalla maggioranza.

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