Il cognome della madre in pole

Pubblicato il 04 giugno 2009
La Corte di cassazione, con sentenza del 28 maggio scorso, la n. 12670, ha respinto il ricorso presentato da un uomo, padre naturale di una bambina, che aveva riconosciuto la figlia solo dopo due mesi dalla nascita pretendendo che il suo cognome fosse anteposto a quello della madre. I giudici di legittimità, in particolare, hanno precisato che “nel caso di attribuzione giudiziale del cognome al figlio naturale riconosciuto non contestualmente dai genitori, il giudice è investito del potere e del dovere adottare una soluzione avendo riguardo all'unico criterio di riferimento dell'interesse del minore e con esclusione di qualsiasi automaticità nell'attribuzione del cognome, pure in ordine all'assunzione del patronimico”. Nella valutazione discrezionale del giudice, cioè, deve essere escluso qualunque pregiudizio per il bambino, il quale, come nel caso esaminato, potrebbe essere già stato identificato con il cognome della madre. Ed infatti, la bimba aveva portato per cinque anni il cognome dei nonni materni con i quali era cresciuta.
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