Il controllo è di “rigore” sulle sanzioni alle società

Pubblicato il 27 aprile 2009

Nel testo della sentenza n. 15641 depositata il 10 aprile 2009, la seconda sezione penale della Cassazione ha spiegato che le società, qualora ricevano un vantaggio dal reato commesso dai loro amministratori, possono ben essere soggette anche alle misure cautelari; l'applicazione di queste ultime, tuttavia, rimane condizionata ad una serie di elementi:

- l'esistenza dei reati che rappresentano il presupposto della responsabilità dell'ente;

- l'esistenza dell'interesse o del vantaggio derivato all'ente;

- il ruolo ricoperto, in concreto, dagli autori del reato nell'organizzazione dell'ente;

- il fatto che le persone fisiche non abbiano agito nell'esclusivo interesse proprio o di terzi;

- il fatto che l'ente abbia tratto un profitto rilevante dal reato o che abbia ripetuto nel tempo gli illeciti.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Forze di polizia e riscatto contributivo: dall'Inps una guida alle nuove regole

23/03/2026

INPS: CIS per la consultazione delle integrazioni salariali

23/03/2026

Riforma della disabilità: riaperte le domande fino al 31 marzo

23/03/2026

Reddito di cittadinanza, indebita percezione: sì al carcere da 2 a 6 anni

23/03/2026

Regime impatriati: ok a smart working con datore estero e bonus figli al 40%

23/03/2026

Ambasciate e consolati: nuove regole per la gestione del lavoro nel triennio 2026–2028

23/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy