Insulto legittimo se c’è un’ingiustizia

Pubblicato il 25 febbraio 2008 La Corte di cassazione, nella sentenza n. 3865/2008, ha respinto il ricorso di una società proprietaria di alberghi nei confronti di una dipendente che era stata licenziata per aver insultato il direttore dell’albergo nel quale lavorava. La Cassazione ha chiarito che il lavoratore che offende un proprio superiore non sempre rischia il licenziamento: il comportamento, infatti, deve essere valutato “anche nella sua portata soggettiva, in relazione cioè alle circostanze del suo verificarsi, ai motivi che l’hanno determinata e all’intensità dell’elemento volitivo”. Dunque, quando le ingiurie sono dettate dalla collera per aver subito un’ingiustizia, la sanzione espulsiva non è giustificata, tanto più quando le offese non sono pronunciate in presenza di terze persone.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Inail, obbligo codice Cnel dal 12 gennaio. Cosa cambia

27/01/2026

Congedo parentale fino a 14 anni solo per dipendenti. Contatore da aggiornare

27/01/2026

Casa familiare: convivenza di coniuge e figli non vale accettazione dell’eredità

27/01/2026

Rottamazione quinquies e CPB: precisazioni dal Fisco

27/01/2026

Contributi sanitari integrativi: non imponibili anche senza rapporto di lavoro

27/01/2026

Imposta di soggiorno: il gestore risponde davanti al giudice tributario

27/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy