La banca paga i danni all'impresa se questa entra in crisi per negazione del frazionamento del mutuo

Pubblicato il 15 ottobre 2013 La Corte di cassazione, con sentenza 23232 del 14 ottobre 2013, ha condannato una banca a pagare 152 mila euro, oltre alle spese legali, per aver negato il frazionamento del mutuo ad una impresa edile, che per tale ragione era entrata crisi.

La morosità, la mancanza del carattere obbligatorio del frazionamento e la volontà di mantenere un'unica ipoteca sono le motivazioni addotte dalla banca per giustificare tale azione nei confronti del proprio cliente: la Corte ha precisato che nessuna di queste poteva legittimare il rifiuto.

Viene richiamato l'art. 2 della Costituzione, ricordato il dovere di solidarietà che la banca dovrebbe avere nei confronti dell'impresa e sottolineato come l'istituto, con tale azione, sia venuto meno al principio di correttezza e buona fede.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Dichiarazione Iva 2026: principali novità del modello

29/01/2026

Rivalutazione TFR: pubblicato il coefficiente di dicembre 2025. Cosa fare

29/01/2026

Nel Modello Iva 2026 novità e conferme

29/01/2026

Integrazione salariale e NASPI: ecco gli importi dal 1° gennaio

29/01/2026

Transizione 5.0: comunicazioni di completamento degli investimenti 2025 al GSE

29/01/2026

Porti verdi: istruzioni operative sul rispetto del principio DNSH

29/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy