L’Albo unico si divide alla “Cassa”

Pubblicato il 09 novembre 2006

Ieri, all’avvio del Congresso unitario di dottori commercialisti e ragionieri la platea contava duemila professionisti. I lavori sono iniziati con una stretta di mano tra il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed il presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri a sancire una tregua delle ostilità per una discussione, se possibile, più serena sull’Albo unico e la questione delle Casse. A proposito di quest'ultimo punto il presidente Tamborrino sottolinea che la legge "non prevede l'obbligo di fusione". Il discorso del presidente dei ragionieri, Santorelli, che ha criticato il Governo su Fisco e riforma delle professioni, puntando il dito sul “riconoscimento per le Associazioni i cui iscritti svolgono attività in sovrapposizione con i professionisti degli Albi” ha registrato un applauso congiunto. L’opinione comune è quella che tale riconoscimento non deve essere attribuito a chi prende la scorciatoia per esercitare la professione. La platea ha, poi, contestato il sottosegretario alla Giustizia, Scotti, quando ha illustrato i principi del sistema duale prefigurato nella bozza di riforma.  

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