Nelle Casse private futuri bilanci proiettati a 30 anni

Pubblicato il 31 ottobre 2006

Un emendamento dell’esecutivo mira al rafforzamento dei poteri regolamentari degli Enti dei professionisti, come richiesto dall’Adepp (l’associazione che li riunisce), che, tuttavia fa pressioni intorno all’emendamento stesso, per ottenere maggiori possibilità di intervento regolamentare e punta a graduare l’allungamento della prospettiva dei bilanci tecnici.

La versione dell’emendamento presentata dal ministero del Lavoro prevede che le Casse garantiscano la stabilità finanziaria per un arco temporale non più di 15 ma di 30 anni, compilando un bilancio tecnico secondo linee-guida fissate proprio dal Lavoro. Considerate le tante variabili da stimare (andamento demografico, presenza delle donne nella platea professionale, aspettativa di vita, incidenza di elementi economici di mercato e ripercussioni di un’eventuale riforma delle professioni) non pare un compito semplice.

Secondo l’Associazione italiana dottori commercialisti, 34/05 non dà luogo ad una nuova professione, ma sancisce la prosecuzione di quella di dottore commercialista. Un comunicato afferma: “L’unificazione dei due Albi non implica la fusione delle rispettive Casse di previdenza  né la creazione di un nuovo ente previdenziale per i nuovi iscritti. Questi ultimi non potranno che essere parte dell’attuale Cassa dei dottori commercialisti”.

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