Per i consumatori una tutela in cerca di interpretazione

Pubblicato il 18 gennaio 2009 L’analisi offerta dall’autrice è incentrata sulla disciplina delle pratiche commerciali scorrette che, per effetto della direttiva 29/2005/CE, allarga la tutela dei consumatori oltre i confini del fenomeno strettamente pubblicitario coinvolgendo le possibili condotte di professionisti relativamente a promozione, vendita o fornitura di beni e servizi. Dunque, la novità normativa fa discendere l’illiceità di una pratica commerciale dalla sua difformità rispetto ad un parametro di diligenza definito in relazione alle ragionevoli aspettative che i consumatori possono nutrire sulla competenza e attenzione del professionista nel suo settore di attività secondo i principi di correttezza e buona fede oggettiva. Altro requisito per qualificare una pratica scorretta è l’idoneità ad alterare indebitamente il processo decisionale del consumatore. Ma la figura del professionista, quale soggetto cui imputare la pratica commerciale scorretta, di fatto si sovrappone a quella dell’operatore pubblicitario referente tipico di un messaggio pubblicitario nella pregressa disciplina. Pertanto, il richiamo della norma al professionista priva gli operatori dei precedenti punti di riferimento.
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