Per i fallimenti decisivo l’asse curatori-creditori

Pubblicato il 04 novembre 2007

L’iter di riforma e di ammodernamento della legge fallimentare si dovrebbe completare con la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” del decreto legislativo 169/07. Il provvedimento conosciuto con il nome di “correttivo”, conferma nella sostanza le scelte del primo intervento riformatore operato con il decreto legislativo 5/2006. Sul tema vero e proprio del fallimento, l’asse portante della procedura resta quello rappresentato dal rapporto tra curatore e comitato dei creditori. Proprio il corretto funzionamento di tale rapporto consente, infatti, una gestione efficiente della procedura fallimentare e delle risorse finanziarie conseguenti alle operazioni di gestione o liquidazione del curatore. La riforma vuole, dunque, valorizzare il rapporto facendolo diventare il nodo cruciale dell’intero procedimento. In particolare, il curatore ha l’amministrazione del patrimonio fallimentare, compiendo tutte le operazioni della procedura; mentre il comitato dei curatori ha compiti di vigilanza sul curatore, ne autorizza gli atti ed esprime pareri nei casi previsti dalla legge o se richiesto dal tribunale o giudice delegato.

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