Più spazio al giudice italiano

Pubblicato il 28 gennaio 2009

La Comunitaria 2009, il cui schema di disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 23 gennaio scorso, prevede il recepimento di undici decisioni quadro dell'Ue riguardanti la cooperazione di polizia e giudiziaria penale. Oltre a colmare i ritardi nel recepimento di decisioni il cui termine è già scaduto, con la legge Comunitaria il Governo accelera il passo anche sulle decisioni adottate di recente, come la decisione quadro 2008/909/Gai del 27 novembre 2008 sul reciproco riconoscimento delle sentenze penali. Tra le decisioni scadute si segnale la 2001/220/Gai sulla posizione della vittima del procedimento penale che assicura specifici diritti alla parte offesa e rafforza la protezione delle vittime vulnerabili in fase di testimonianza. Il Governo, nell'adozione dei decreti legislativi, dovrà attenersi ai principi giuda fissati dall'art. 87: così, la disciplina interna sulle responsabilità delle persone giuridiche dovrà essere allineata al dettato Ue per alcuni reati come le frodi e falsificazione di mezzi di pagamento, sfruttamento e favoreggiamento dell'immigrazione illegale, traffico illecito di stupefacenti e reati associativi di criminalità organizzata. Dovrà poi essere ampliata la giurisdizione italiana in tutti i casi in cui il reato, commesso all'estero, conduca a un vantaggio per una persona giuridica con sede in Italia. Inoltre, dovranno essere creati reti e punti di contatto per la consultazione tra le autorità nazionali. Da rafforzare anche l'utilizzo della mediazione.

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