Svolta sull’Irap dei piccoli

Pubblicato il 01 febbraio 2008

Nella conferenza stampa di ieri, il direttore delle Entrate Massimo Romano ha presentato le iniziative in atto per illustrare ai contribuenti il regime dei minimi. Una precisazione riguarda l’Imposta sul reddito delle attività produttive: è in corso di elaborazione una circolare che detterà i criteri per riconoscere i casi in cui i titolari di lavoro autonomo privi di organizzazione possono non corrispondere l’imposta. Spiega in merito il direttore Normativa e contenzioso, Vincenzo Busa, che “si tratta di dare attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale (sentenza 156/2001) così come sono state interpretate dalla Corte di cassazione. Abbiamo atteso l’assestamento del quadro normativo e ora possiamo dare indicazioni agli uffici che permettano di tenere su questo punto un comportamento univoco”. Le linee guida annunciate dell’Agenzia non sembrano però risolvere la situazione dei piccoli contribuenti titolari di reddito d’impresa (commercianti ed artigiani) per i quali la contrapposizione, spesso il contenzioso, con l’Amministrazione sulla non applicabilità dell’Irap alle attività professionali e di lavoro autonomo esercitate senza organizzazione di capitali o lavoro altrui decisa dalla Consulta nella ricordata sentenza 156, sembra sia destinata a proseguire.

In attesa dell’emanazione del documento agenziale che prende posizione dettando criteri uniformi, l’Agenzia spedisce oggi (privilegiando il canale informatico ove disponga dei recapiti) 500 mila lettere ai contribuenti, per illustrare loro le novità del regime dei minimi. L’interesse di questo regime non si misura, dice il direttore Romano, solo in termini di sconti fiscali, ma anche di risparmio per la gestione della contabilità, che - con Irap ed Iva - i minimi mandano in soffitta.

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