Abuso d’ufficio per il primario che emargina i colleghi

Pubblicato il 23 ottobre 2012 La Suprema corte di legittimità, con la sentenza n. 41215 del 22 ottobre 2012, ha confermato la condanna per abuso d’ufficio disposta dagli organi giudiziari di merito nei confronti di un primario di urologia che, nello svolgimento delle proprie funzioni, aveva intenzionalmente emarginato nonché spossessato delle loro competenze altri colleghi.

Secondo la Cassazione, in particolare, era da ritenersi sussistente, nel caso esaminato, il reato contestato, secondo la sua nuova formulazione dell’articolo 323 del Codice penale, in quanto l’imputato aveva posto in essere “comportamenti di vessazione ed emarginazione” nei confronti dei medici del reparto che non avevano assecondato le sue scelte.

Per contro – si legge nel testo della decisione – “il primario di un ospedale è tenuto quale pubblico dipendente a prestare la sua opera in conformità delle leggi ed in modo da considerare sempre l’interesse della pubblica amministrazione” ispirandosi, con riferimento ai rapporti di colleganza, “al principio di una assidua e solerte collaborazione”.
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