Aggiornamento black list, confermati 11 paradisi fiscali

Pubblicato il 19 febbraio 2025

Il 18 febbraio 2025, il Consiglio dell'Unione Europea ha aggiornato la lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, mantenendo invariato l'elenco di 11 paesi: Anguilla, Figi, Guam, Isole Vergini degli Stati Uniti, Palau, Panama, Russia, Samoa, Samoa Americane, Trinidad e Tobago e Vanuatu. Queste giurisdizioni non hanno ancora affrontato adeguatamente le preoccupazioni dell'UE riguardo alla trasparenza fiscale e alle pratiche fiscali dannose.

Parallelamente, l'UE ha aggiornato l'allegato II, che include le giurisdizioni che hanno assunto impegni per migliorare la loro governance fiscale ma che necessitano di un monitoraggio continuo. Questi paesi sono: Antigua e Barbuda, Belize, Isole Vergini Britanniche, Brunei Darussalam, Eswatini, Seychelles, Turchia e Vietnam. È importante notare che Costa Rica e Curaçao sono stati rimossi da questo elenco dopo aver modificato i loro regimi fiscali dannosi, mentre il Brunei Darussalam è stato aggiunto con l'impegno di eliminare le esenzioni fiscali sui redditi esteri entro il 2026.

L'obiettivo principale della lista UE è promuovere la buona governance fiscale a livello globale, incoraggiando le giurisdizioni a conformarsi agli standard internazionali e a combattere l'evasione e l'elusione fiscali. La lista viene aggiornata semestralmente per riflettere i progressi o le inadempienze delle diverse giurisdizioni in materia fiscale.

È importante sottolineare che, nonostante gli sforzi dell'UE, alcune organizzazioni come Oxfam criticano l'efficacia di queste liste, sostenendo la necessità di misure più rigorose e di un'espansione della lista nera per includere qualsiasi paese che permetta una tassazione minima o che nasconda la reale titolarità delle proprietà.

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