AIGA: crisi d’impresa, no a riduzione dei compensi a professionisti

Pubblicato il 23 novembre 2020

Con nota del 23 novembre 2020, l’Associazione Italiana dei Giovani Avvocati si dice molto preoccupata in ordine alle informazioni attualmente in circolazione di possibili interventi che il Governo starebbe elaborando in tema di riduzione dei compensi ai professionisti che si occupano di crisi d’impresa.

Secondo il presidente dell’AIGA, Antonio De Angelis, il quadro normativo che si starebbe delineando – e che verrebbe applicato, secondo quanto si apprende, già dalla pubblicazione del prossimo DL Ristori – costituirebbe “una delle scelte più ingiuste e sperequate di questo Governo”.

Sarebbe incomprensibile, infatti, la scelta, da un lato, di sostenere economicamente le categorie professionali attraverso lo stanziamento di somme a titolo di welfare e, dall’altro, di “danneggiare in modo così evidente il duro lavoro svolto dai professionisti che si occupano di impresa, proprio in un momento come quello attuale, in cui le stesse, più che mai, hanno bisogno di figure qualificate al loro fianco”.

Per il responsabile dell’Ufficio Legislativo dell’Associazione, Anna Lops, la riduzione dei compensi dei professionisti significherebbe, non solo, continuare a danneggiare una categoria già fortemente sacrificata dal fermo della Giustizia e dalla generalizzata crisi economica causata dal Coronavirus, ma anche “sminuire il duro lavoro svolto dai professionisti che per adempiere al loro incarico, al fianco delle Istituzioni, spesso rischiano con la loro stessa vita. Una riduzione del loro compenso produrrebbe effetti nefasti sia per la categoria sia per le stesse imprese che, a lungo termine, ne pagherebbero gli effetti”.

Da qui l’auspicio dei giovani avvocati di un ripensamento da parte del Governo.

Contestualmente, viene espressa anche la richiesta di un'urgente modifica di tutta la disciplina della liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato, con previsione di forme di pagamento immediato “che consentano una rapida immissione di liquidità in favore dell’Avvocatura”.

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