Anac: piano nazionale anticorruzione consultabile fino al 30 settembre

Pubblicato il 21 agosto 2025

Pubblicato dall’Anac il 7 agosto 2025 il Piano nazionale anticorruzione (PNA) 2025, strumento di indirizzo fondamentale attraverso cui l’Autorità definisce le strategie, gli obiettivi e le misure operative per la prevenzione della corruzione e la promozione della trasparenza nella pubblica amministrazione italiana, consultabile on line fino al 30 settembre 2025.

Tale Piano si configura come un atto di portata nazionale, vincolante per tutte le pubbliche amministrazioni, comprese le società in controllo pubblico e gli enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative o erogano servizi di pubblico interesse.

La sua adozione risponde agli obblighi previsti dal quadro normativo vigente in materia di integrità amministrativa, costituendo una cornice regolatoria dinamica e aggiornata per contrastare i fenomeni corruttivi e migliorare l’efficienza della governance pubblica.

Vediamo di seguito la finalità, la struttura e gli obblighi che ne derivano.

Finalità del PNA 2025

Obiettivo principale del PNA 2025 è orientare le amministrazioni pubbliche verso una programmazione strategica e integrata delle azioni di prevenzione della corruzione, ponendo particolare enfasi sulla costruzione del cosiddetto valore pubblico.

Ciò significa non solo limitare il rischio corruttivo in senso stretto, ma anche prevenire comportamenti di cattiva amministrazione, garantire la trasparenza amministrativa, promuovere l’imparzialità e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

La pianificazione proposta da Anac mira dunque a potenziare la capacità delle amministrazioni di individuare, valutare e trattare i rischi corruttivi attraverso un sistema coerente e armonizzato.

L’approccio seguito nel PNA 2025 introduce una vera e propria strategia triennale per il periodo 2026-2028 caratterizzata da obiettivi chiari, azioni concrete, indicatori di risultato e sistemi di monitoraggio. In questo senso, il PNA 2025 si distingue per il suo impianto metodologico innovativo, orientato a rendere l’attività preventiva più misurabile, accessibile e verificabile, anche mediante l’impiego di strumenti digitali.

Redazione e competenze dell’Anac

Il Piano è redatto e adottato dall’Anac in attuazione dell’articolo 1, commi 2 e 2 bis, della legge 6 novembre 2012, n. 190 che rappresenta il fondamento normativo della strategia nazionale anticorruzione.

La legge 190/2012 - nota anche come “legge Severino” - ha introdotto infatti per la prima volta in Italia un modello sistemico e organico di prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, estendendo il concetto di corruzione a una serie più ampia di fenomeni disfunzionali, non necessariamente rilevanti sul piano penale.

In particolare:

Tale impostazione consente al Piano di fungere da guida pratica e vincolante per i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), che in ciascuna amministrazione sono tenuti a recepire le indicazioni di Anac e tradurle in strumenti programmatori specifici, calibrati sul contesto organizzativo e funzionale dell’ente di riferimento.

Coordinamento con il PIAO

Una delle principali innovazioni introdotte dalla normativa recente e recepite nel PNA 2025 riguarda il coordinamento sistematico con il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), previsto dall’articolo 6 del decreto legge 9 giugno 2021, n. 80, che rappresenta lo strumento unico di pianificazione strategica, operativa e organizzativa delle pubbliche amministrazioni.

Il PIAO assorbe in un unico documento una serie di piani settoriali precedentemente autonomi, tra cui:

Nel nuovo contesto delineato dal legislatore, quindi, la prevenzione della corruzione non è più un segmento a sé stante ma costituisce una componente integrata e trasversale del disegno strategico complessivo dell’amministrazione.

Nel PIAO, la Sottosezione 2.3 “Rischi corruttivi e trasparenza” rappresenta lo spazio dedicato alla programmazione anticorruzione, e deve essere redatta secondo le linee guida e gli standard metodologici fissati dall’Anac nel PNA.

In particolare, la sezione deve contenere:

Il PNA 2025 valorizza e rafforza questo approccio integrato, fornendo indicazioni dettagliate su come assicurare il coordinamento tra la Sottosezione 2.3 e le altre sezioni del PIAO, al fine di garantire coerenza, semplificazione e sostenibilità delle azioni programmate. In particolare, viene promossa la mappatura unica e integrata dei processi e l’adozione di sistemi di monitoraggio trasversale, condivisi tra RPCT e altri responsabili di area.

Rilevanza strategica per il triennio 2026-2028

Il triennio 2026-2028 rappresenta un lasso temporale fondamentale per la pubblica amministrazione italiana, chiamata a consolidare i risultati ottenuti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ad affrontare le sfide emergenti legate alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla riforma della macchina pubblica.

In questo scenario, il PNA 2025 fornisce una cornice strategica chiara e misurabile per orientare le amministrazioni verso obiettivi comuni di legalità, integrità e trasparenza.

 La previsione di linee strategiche, obiettivi articolati, azioni concrete e indicatori di performance consente infatti un più efficace monitoraggio dei risultati e favorisce la valutazione d’impatto delle politiche anticorruzione, sia a livello centrale che territoriale. 

Le novità principali: strategia, digitalizzazione e semplificazione

Cuore innovativo del PNA 2025 è l’introduzione di una strategia nazionale anticorruzione riferita al triennio 2026-2028, strutturata secondo un impianto analitico e orientato alla performance.

Per la prima volta, infatti, la strategia non si limita alla formulazione di principi generali o indirizzi metodologici, ma definisce linee strategiche concrete, obiettivi specifici, azioni operative e indicatori di risultato.

Nel dettaglio, la strategia si articola in:

Ogni azione è corredata da:

Questa strutturazione consente di misurare con precisione l’avanzamento della strategia e di valutare l’effettiva attuazione da parte delle pubbliche amministrazioni e dell’Anac stessa.

Si tratta di un approccio che riflette le migliori pratiche raccomandate a livello internazionale da organismi come OCSE e GRECO, e favorisce una gestione orientata agli esiti, coerente con i principi di accountability e di trasparenza.

Le sei linee strategiche individuate da Anac sono:

  1. trasparenza e accessibilità: semplificare e migliorare la fruibilità dei dati pubblici;
  2. digitalizzazione della programmazione anticorruzione: rendere più efficiente la gestione del rischio;
  3. creazione di valore pubblico attraverso la prevenzione: integrare anticorruzione e performance;
  4. correttezza degli incarichi pubblici: rafforzare i controlli su inconferibilità e incompatibilità;
  5. appalti e contratti pubblici: digitalizzare e controllare tutte le fasi del ciclo di vita contrattuale;
  6. consolidamento del whistleblowing: rafforzare i canali di segnalazione e la protezione dei segnalanti.

Ciascuna linea strategica è supportata da azioni operative con tempistiche chiare e verificabili, garantendo così una pianificazione anticorruzione unitaria, trasversale e dinamica.

Digitalizzazione e trasparenza

Come accennato, il PNA 2025 attribuisce un ruolo centrale alla  trasformazione digitale dei processi di trasparenza, per rendere l'accesso ai dati pubblici più semplice, automatizzato e monitorabile.  

In questa prospettiva, Anac prevede lo sviluppo di strumenti innovativi volti a potenziare il controllo e l’uniformità delle informazioni pubblicate dalle amministrazioni nella sezione “Amministrazione Trasparente”.

Piattaforma Unica della Trasparenza (PUT)

Tra le principali innovazioni troviamo la realizzazione della Piattaforma Unica della Trasparenza (PUT), sistema informatico integrato alimentato automaticamente attraverso le banche dati gestite da Anac.

Il rilascio della PUT è previsto in due fasi:

La PUT si pone come obiettivo la razionalizzazione e l’uniformazione dei dati obbligatori di trasparenza, riducendo gli oneri a carico delle amministrazioni e migliorando la leggibilità e l’accessibilità delle informazioni per i cittadini e gli stakeholder.

Strumenti di web crawling e scraping

Accanto alla PUT, Anac intende sviluppare due strumenti di automazione:

Indicatori di qualità della trasparenza

Il PNA 2025 prevede inoltre la definizione di indicatori di qualità per valutare il livello di trasparenza proattiva delle amministrazioni, indicatori elaborati a partire dai dati raccolti tramite il web scraping che permetteranno ad Anac e agli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) di monitorare:

Il sistema così strutturato consentirà un controllo più oggettivo e continuo della trasparenza amministrativa, promuovendo standard elevati e premiando le amministrazioni più virtuose.

Misure di supporto per piccoli enti e semplificazioni operative

Un ulteriore asse innovativo del PNA 2025 riguarda il supporto mirato agli enti di piccole dimensioni, che spesso presentano criticità strutturali e organizzative nella gestione della prevenzione della corruzione.

Le misure di semplificazione si rivolgono a:

In molti casi, questi enti non dispongono infatti di risorse professionali interne (ad esempio RPCT, segretario comunale, OIV) o di strumenti digitali adeguati per redigere in autonomia i Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT) o le sottosezioni del PIAO.

Per rispondere a tali esigenze, Anac prevede:

Le piattaforme verranno rilasciate secondo il seguente cronoprogramma:

Parallelamente, saranno realizzate attività di formazione e supporto (incontri, webinar, manuali operativi) per favorire l’adozione degli strumenti e la corretta comprensione dei nuovi obblighi normativi.

Struttura del PNA 2025

La struttura del PNA 2025 riflette una logica integrata e si sviluppa in una parte generale, tre parti speciali e una sezione trasversale dedicata alle linee strategiche, che definiscono le direttrici operative del triennio 2026-2028.

Parte generale

La parte generale del PNA 2025 è interamente dedicata al rafforzamento delle modalità di coordinamento e integrazione della Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” all’interno del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), sezione che rappresenta il fulcro metodologico del documento e fornisce indicazioni precise su come elaborare in modo coerente e strategico i contenuti anticorruzione nel quadro del nuovo modello di pianificazione introdotto dal legislatore con il D.L. n. 80/2021.

Il PNA 2025 insiste sulla necessità di assicurare una piena integrazione tra la Sottosezione 2.3 “Rischi corruttivi e trasparenza” e le restanti sezioni e sottosezioni del PIAO (es. Performance, Capitale umano, Organizzazione, Monitoraggio): l'obiettivo è evitare la frammentazione degli strumenti di pianificazione e promuovere una visione unitaria dei processi, basata sul coordinamento interno tra i diversi responsabili e sull’adozione di metodologie condivise.

Elemento centrale della parte generale è la promozione di una programmazione orientata alla creazione e protezione del Valore Pubblico (VP), concetto definito come l’insieme dei benefici economici, sociali, ambientali e civili prodotti dall’azione amministrativa a favore delle comunità di riferimento.

La prevenzione della corruzione è quindi interpretata come leva trasversale per garantire efficienza, legalità, imparzialità e responsabilità nell’attuazione delle politiche pubbliche.

Al fine di garantire coerenza tra programmazione, attuazione e monitoraggio, il PNA raccomanda l’adozione di una mappatura unica e integrata dei processi organizzativi, da utilizzare trasversalmente in tutte le sezioni del PIAO. Tale mappatura deve includere sia i processi a rischio corruttivo, sia quelli rilevanti per la performance e per il valore pubblico. L'obiettivo è evitare duplicazioni, aumentare la qualità dell’analisi e rafforzare il coordinamento interno.

Prima parte speciale

La prima parte speciale del PNA 2025 è dedicata ai contratti pubblici, tradizionalmente considerato un settore ad alto rischio corruttivo. In tale sezione, Anac fornisce un’analisi dettagliata delle criticità emerse nell’applicazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), come modificato dal D.Lgs. 209/2024, ed evidenzia i punti più sensibili sotto il profilo della trasparenza e della legalità.

Uno degli aspetti fondamentali riguarda la digitalizzazione completa del ciclo di vita dei contratti, attuata attraverso il sistema dell’Ecosistema Nazionale di e-Procurement, basato sull’interoperabilità tra:

L’utilizzo errato o incompleto di questi strumenti rappresenta una criticità significativa, in quanto compromette la tracciabilità e la trasparenza degli affidamenti.

Il PNA identifica specifici eventi rischiosi legati al mancato utilizzo delle PAD e all’errata gestione del FVOE, suggerendo misure preventive come:

La sezione analizza inoltre:

Per ciascun ambito vengono forniti esempi di eventi rischiosi e correlate misure di prevenzione, da includere nella programmazione anticorruzione delle amministrazioni.

Seconda parte speciale

La seconda parte speciale è dedicata all’analisi del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, concernente le cause di inconferibilità e incompatibilità di incarichi nella pubblica amministrazione.

Il PNA 2025 recepisce infatti le modifiche più recenti alla disciplina introdotte da interventi legislativi successivi e fornisce indicazioni operative aggiornate per l’applicazione degli articoli 4, 7 e 12 del decreto.

Una parte rilevante è dedicata ai rapporti tra le disposizioni del D.Lgs. 39/2013 e quelle introdotte dal d.lgs. 201/2022 in materia di servizi pubblici locali (SPL), con particolare riferimento alle società partecipate e alle figure soggette a cause di incompatibilità.

Anac propone inoltre un vademecum operativo per i RPCT, utile per orientarsi nella verifica e nella dichiarazione delle cause di inconferibilità e incompatibilità, incluso un allegato tecnico con schemi esplicativi delle fattispecie previste dalla normativa.

Terza parte speciale

La terza parte speciale si concentra sulla trasparenza amministrativa, con specifico riferimento alla sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti istituzionali.

Il PNA 2025 riporta dunque le criticità ricorrenti rilevate da Anac mediante attività di vigilanza e strumenti di web crawling:

Per affrontare tali problematiche, il piano propone raccomandazioni puntuali e richiama i requisiti previsti da:

Le sei linee strategiche

A conclusione del documento, il PNA 2025 dettaglia le sei linee su cui si fonda la strategia anticorruzione per il triennio 2026-2028. Ciascuna linea include obiettivi, azioni, risultati attesi e indicatori di performance: vediamo quali sono.

Linea strategica 1 - Trasparenza e accessibilità

Obiettivo: razionalizzare la pubblicazione dei dati e migliorare la fruibilità delle informazioni da parte dei cittadini. Include lo sviluppo della Piattaforma Unica della Trasparenza (PUT) e l’adozione di sistemi automatizzati di controllo.

Linea strategica 2 - Semplificazione e digitalizzazione

Obiettivo: semplificare e digitalizzare la redazione dei PTPCT e del PIAO, con particolare attenzione agli enti con risorse limitate. Comprende l’implementazione di piattaforme guidate e strumenti di interoperabilità.

Linea strategica 3 - Valore pubblico e prevenzione

Obiettivo: integrare gli strumenti di prevenzione della corruzione con le strategie di creazione del valore pubblico. Prevede la mappatura integrata dei processi e la formalizzazione del coordinamento tra RPCT e altri responsabili.

Linea strategica 4 - Incarichi pubblici e conflitti di interessi

Obiettivo: rafforzare il sistema di controllo sugli incarichi conferiti, con particolare attenzione alle cause di inconferibilità e incompatibilità e ai conflitti di interessi. Include l’adozione di modelli standard di dichiarazione.

Linea strategica 5 - Contratti pubblici e interoperabilità

Obiettivo: garantire la digitalizzazione e l'interoperabilità del ciclo di vita dei contratti pubblici, integrando le banche dati pubbliche e formando il personale (RUP, DL, collaudatori).

Linea strategica 6 - Whistleblowing

Obiettivo: consolidare i canali interni di segnalazione e sensibilizzare il personale, anche nel settore privato. Prevede l’adozione delle linee guida Anac e lo svolgimento di attività formative rivolte al terzo settore.

Come redigere la Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” nel PIAO

La redazione della Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” all'interno del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) costituisce un adempimento essenziale per le pubbliche amministrazioni, in attuazione delle indicazioni fornite dal Piano Nazionale Anticorruzione 2025 (PNA 2025).

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) ha un ruolo centrale nella predisposizione di questa sezione, che rappresenta lo strumento attraverso cui l’amministrazione pianifica, gestisce e monitora il rischio corruttivo, in coerenza con gli obiettivi di valore pubblico, performance e legalità amministrativa.

Vediamo di seguito i contenuti obbligatori, le modalità redazionali raccomandate e le buone pratiche suggerite da Anac per una corretta strutturazione della Sottosezione 2.3 del PIAO.

Contenuti minimi richiesti per la Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza”

La redazione di tale sezione non può essere interpretata come un mero adempimento formale, ma come una attività strategica e preventiva, da costruire in coerenza con la struttura organizzativa, i processi interni e gli obiettivi dell’ente.

1. Analisi del contesto interno ed esterno

Lanalisi del contesto rappresenta la base conoscitiva su cui costruire la valutazione del rischio. Deve includere:

L’analisi può essere rinviata alla Sezione 2.1 del PIAO, purché integrata con eventuali elementi specifici di rilievo per la prevenzione della corruzione.

2. Mappatura dei processi e gestione del rischio

Elemento cardine del piano anticorruzione è la mappatura dei processi, da intendersi come ricognizione e classificazione di tutte le attività amministrative svolte dall’ente, al fine di identificare quelle potenzialmente esposte a rischi corruttivi.

La mappatura deve:

Successivamente, si procede alla valutazione del rischio secondo metodologie qualitative (basso, medio, alto) basate su:

3. Misure generali e specifiche

Una volta individuati i rischi, il RPCT deve definire le misure di prevenzione da adottare, distinguendo tra:

Ogni misura deve essere dettagliata nella sua struttura, specificando:

4. Piano di monitoraggio

Il monitoraggio è l’elemento che consente di verificare l’effettiva implementazione delle misure programmate e di introdurre eventuali correttivi nel ciclo successivo. Il PNA 2025 stabilisce che il monitoraggio deve prevedere:

Inoltre, nella Sottosezione deve essere sempre presente una sintesi degli esiti del monitoraggio del triennio precedente, per garantire la coerenza tra valutazione e pianificazione.

Modalità consigliate da Anac

Oltre ai contenuti, il PNA 2025 fornisce anche indicazioni su come redigere la Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza”, con l’obiettivo di renderla chiara, fruibile e integrata rispetto al resto del PIAO.

1. Linguaggio tecnico ma accessibile

Il documento deve essere redatto utilizzando un linguaggio comprensibile, evitando tecnicismi superflui o eccessivamente giuridici. Le frasi devono essere brevi, coerenti e prive di ambiguità, così da garantire l’efficacia comunicativa sia per i soggetti interni all’amministrazione che per gli stakeholder esterni.

2. Utilizzo di allegati unici e link interni al PIAO

Per favorire l’ordine logico e la consultabilità, Anac raccomanda l’adozione di un allegato unico contenente:

All’interno della Sottosezione si suggerisce di inserire rinvii ipertestuali alle altre sezioni del PIAO, in particolare alla Sezione 1 (Anagrafica) e alla Sezione 2.1 (Valore Pubblico), evitando ripetizioni testuali non necessarie.

3. Consultazione pubblica con stakeholder

Elemento qualificante del PNA 2025 è la promozione della partecipazione attiva degli stakeholder nella definizione della strategia anticorruzione. Le amministrazioni sono invitate a:

Check operativi per la conformità al PNA 2025

Per garantire l’efficace attuazione delle misure previste dal PNA 2025, l’Anac ha individuato una serie di check operativi essenziali, rivolti a tutte le pubbliche amministrazioni, con specifiche semplificazioni per gli enti di dimensioni ridotte.

Vediamo nel dettaglio.

Check operativi per tutti gli enti

Indipendentemente dalla dimensione o dalla tipologia, tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute ad adottare una serie di azioni per garantire l’aderenza al nuovo impianto metodologico del PNA 2025, azioni che riguardano principalmente l’integrazione della strategia anticorruzione nel PIAO, il coordinamento tra i soggetti responsabili e la strutturazione di un sistema di monitoraggio coerente e trasparente.

1. Integrazione strategica della prevenzione della corruzione nel PIAO

Il primo controllo da effettuare riguarda l’effettiva integrazione della Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” all’interno del PIAO. Tale sottosezione non deve essere un allegato isolato o un documento a sé stante, ma una componente pienamente connessa con le altre sezioni del piano, in particolare:

L’integrazione si realizza attraverso:

2. Coordinamento tra RPCT e responsabili di settore

Il secondo elemento chiave riguarda il coordinamento operativo e strategico tra il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) e i dirigenti/responsabili di settore.

Il RPCT, infatti, non può agire in modo isolato: la costruzione della mappatura dei processi, l’individuazione delle misure di prevenzione e la valutazione dei risultati richiedono il coinvolgimento attivo di tutti i livelli organizzativi. Il check operativo consiste nel verificare che siano stati attivati:

Questa logica collaborativa è fondamentale per assicurare l'effettiva implementazione delle azioni anticorruzione e la loro sostenibilità nel tempo.

3. Monitoraggio integrato e verifica dei risultati

Terzo asse del controllo riguarda il monitoraggio continuo e integrato dell’attuazione delle misure programmate nella Sottosezione 2.3.

Il PNA 2025 prevede che il monitoraggio:

Check operativi per enti con meno di 50 dipendenti

Il PNA 2025 prevede misure semplificate per le amministrazioni di dimensioni ridotte, con particolare riferimento:

In questi casi, l’Anac propone una gestione proporzionata degli adempimenti, in linea con i principi di efficacia, efficienza e sostenibilità organizzativa.

1. Adozione semplificata del PTPCT nel PIAO

Gli enti di piccole dimensioni possono predisporre la Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” in forma semplificata, utilizzando:

Inoltre, la redazione può avvenire in forma tabellare, senza necessità di ampi sviluppi testuali, a condizione che vengano comunque rispettati i requisiti minimi previsti dalla normativa.

2. Mappatura focalizzata sulle quattro aree obbligatorie

La mappatura dei processi, in presenza di risorse limitate, può essere focalizzata esclusivamente sulle quattro aree prioritarie di rischio, già individuate dalla normativa:

3. Conferma annuale senza aggiornamento se non necessario

Il PNA 2025 introduce una significativa innovazione per gli enti <50 dipendenti: la possibilità di confermare annualmente la Sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza”, senza modificarla, salvo che siano intervenuti cambiamenti rilevanti nei seguenti ambiti:

In breve

Ambito di controllo

Tutti gli Enti

Enti con meno di 50 dipendenti

Integrazione nel PIAO

La sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” è integrata coerentemente con le altre sezioni.

Sottosezione redatta in forma semplificata e integrata nel PIAO.

Allineamento con Valore Pubblico e Performance

Gli obiettivi anticorruzione sono collegati agli obiettivi strategici e operativi.

Collegamento garantito tramite modelli semplificati o automatizzati.

Mappatura dei processi

Presenza di una mappatura unica, aggiornata e integrata tra anticorruzione, performance e PIAO.

Focalizzazione su 4 aree prioritarie: appalti, autorizzazioni, sovvenzioni, personale.

Coordinamento RPCT e Responsabili di Settore

Coinvolgimento attivo dei responsabili di area nella valutazione e gestione del rischio.

Coordinamento assicurato con il supporto di strumenti standardizzati o consulenze esterne.

Misure di prevenzione

Distinzione chiara tra misure generali e specifiche, con assegnazione di responsabilità.

Adozione di misure standard, calibrate sulla struttura minima dell’ente.

Piano di monitoraggio

Sistema di monitoraggio con indicatori, target, responsabilità e cadenze periodiche.

Monitoraggio annuale semplificato con indicatori base.

Consultazione pubblica

Attivazione di percorsi partecipativi con stakeholder interni ed esterni.

Facoltativa, ma consigliata. Possibile tramite moduli precompilati o form digitali.

Conferma annuale

Aggiornamento obbligatorio ogni anno sulla base dell’evoluzione normativa e organizzativa.

Possibilità di conferma annuale senza aggiornamenti, salvo modifiche sostanziali.

Uso di allegati e link interni

Utilizzo di allegati unici e link ipertestuali tra le sezioni del PIAO.

Facoltativo. È sufficiente un allegato unico standardizzato.

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