Appalti, non è possibile fare a scaricabarile!

Pubblicato il 11 giugno 2015

“Che storia complicata! – esclama l’amico di Luca Proverbi – non ci ho capito molto…”. Luca, ingegnere informatico, ricomincia con la stessa pazienza che lo ha sempre caratterizzato, fin da quando ai tempi del liceo iniziò ad interessarsi ad algoritmi e diagrammi di flusso.

Il nostro ingegnere racconta all’amico che la “Small snc” (società di cui Luca Proverbi è dipendente) ha ricevuto un subappalto dalla “Medium srl”; quest’ultima ha ottenuto l’appalto per lo sviluppo di software dalla committente “Large spa”.

Una volta terminato il proprio compito, realizzato anche grazie al prezioso apporto dell’ing. Proverbi, la “Small snc” ha consegnato il pacchetto software alla “Medium srl”, che ha così potuto intascare il corrispettivo dalla “Large spa” per aver realizzato l’oggetto dell’appalto.

Ma la “Medium srl” non ha saldato quanto dovuto alla “Small snc”, la quale per mancanza di liquidità non ha potuto pagare le ultime quattro retribuzioni all’ingegnere. Luca Proverbi si è rivolto ai sindacati, che si sono immediatamente attivati scrivendo alla “Medium srl” e invitandola a saldare le spettanze di Luca, in virtù della responsabilità solidale nei contratti di appalto (art. 29, comma 2, del D.lgs. n. 276/03).

La “Medium srl” ha risposto che il contratto collettivo applicato dalla committente “Large spa” prevede una deroga alla normativa sul regime di solidarietà e che pertanto non avrebbe pagato le retribuzioni dell’ingegnere.

I sindacati hanno quindi richiesto l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro, che tramite un proprio funzionario ha evidenziato che il contratto collettivo da applicare per eventuali deroghe al principio di responsabilità solidale non è quello del committente, bensì quello dell’appaltatore (Ministero del Lavoro, Interpello n. 9 del 17/04/2015).

La “Medium srl” dovrà quindi pagare gli ultimi quattro stipendi all’ing. Proverbi, che conclude così il racconto al suo amico: “Il pesce grande mangia quello piccolo, ma è anche vero che chi dorme non piglia pesci e siccome non mi sento un pesce fuor d’acqua …non voglio essere preso a pesci in faccia!”.

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