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Enrico Presilla e Andrea Seppoloni

Biografia

Enrico Presilla, giornalista pubblicista, è laureato in Scienze Politiche indirizzo Politiche Sociali e del Lavoro e ha conseguito il Master di II Livello in Innovazione e Management nelle Amministrazioni Pubbliche. È Ispettore del Lavoro presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Perugia e svolge docenze in corsi di formazione e/o riqualificazione per organismi pubblici in materia di diritto del lavoro. Dal 2011 cura, insieme al collega dr. Andrea Seppoloni, la rubrica “L’ispezione del lavoro - casi pratici” per la rivista telematica eDotto, nella quale vengono affrontate le dinamiche riguardanti il mondo del lavoro e forniti gli strumenti per risolvere le questioni più controverse, con un particolare richiamo alle fonti normative, agli orientamenti giurisprudenziali e alla prassi amministrativa.  

Andrea Seppoloni, laureato in giurisprudenza, ha svolto formazione professionale presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato - Perugia ed è abilitato all’esercizio della professione forense. È Ispettore del Lavoro presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Perugia, partecipa come relatore a convegni in materia di diritto del lavoro e svolge docenze in corsi di formazione e/o riqualificazione per organismi pubblici in ambito giuslavoristico. Dal 2011 cura, insieme al collega dr. Enrico Presilla, la rubrica “L’ispezione del lavoro - casi pratici” per la rivista telematica Edotto nella quale vengono affrontate le dinamiche riguardanti il mondo del lavoro e forniti gli strumenti per risolvere le questioni più controverse, con un particolare richiamo alle fonti normative, agli orientamenti giurisprudenziali e alla prassi amministrativa.

Orario massimo di lavoro in caso di cumulo di part-time

Premessa Le esigenze di flessibilità sono alla base della tipizzazione di schemi contrattuali speciali rispetto al modello previsto dall’art. 2094 c.c. e definito dall’art. 1 del D.lgs. n. 81/15 come forma contrattuale comune. L’assetto negoziale si è arricchito anche di strumenti, come lo...


Il lavoro part-time e il Tetris della vita

Numerosi matematici hanno studiato la complessità del Tetris, il famoso gioco inventato dal programmatore russo Aleksej Leonidovič Pažitnov nel 1984, in cui i tetramini cadono dall’alto e vanno incastrati l’uno con l’altro: sono arrivati alla dimostrazione che una partita di Tetris si conclude...


Pagamento tracciato, lavoro nero e accertamenti ispettivi

Premessa

L’art. 1 comma 910 della L. n. 205/2017 (legge di bilancio per il 2018) ha stabilito che a far data dall’1 luglio 2018 i datori di lavoro o committenti debbano corrispondere ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso gli strumenti di pagamento individuati dalla stessa norma, non essendo più consentito, da tale data, effettuare pagamenti in contanti della retribuzione e di suoi acconti. Il tutto pena l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.
Ai sensi del successivo comma 912 della L. n. 205 cit., tale obbligo ai applica ai rapporti di lavoro subordinato di cui all’art. 2094 c.c., indipendentemente dalla durata e dalle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa ed infine ai contratti di lavoro stipulati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci.
Restano espressamente esclusi dal predetto obbligo i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’art. 1 del D.lgs. n. 165/2001, nonché i rapporti di lavoro domestico.


Sulle tracce dei pagamenti tracciati

Ci sono persone che non cambiano mai. Vi ricordate di Diana, l’inserviente che lavora al “Bar Boncino”, pittoresco caffè per umani e bestiole? Nel circondario qualcuno ne parla ancora. Vennero gli ispettori del lavoro e rilevarono che il contratto part-time di Diana presentava delle...


Lavoro festivo e lavoro domenicale: quando è legittimo richiedere la prestazione del lavoratore?

Premessa

Il radicale cambiamento del sistema di produzione e di circolazione di beni e servizi ha generato inevitabili mutamenti, non solo nelle regole del mondo del lavoro, ma anche negli stili di vita dei lavoratori e più in generale della società. Se un tempo la domenica e le festività religiose e civili erano fisiologicamente considerate, da tutti, giornate di riposo, oggi una gran parte dei settori produttivi tende a trattare tali ricorrenze come ordinari giorni di lavoro, collocando il riposo del lavoratore in una giornata della settimana. Scompare così la distinzione tra giorni feriali e giorni festivi. Secondo una certa prospettiva neoliberista tutti i giorni sarebbero feriali essendo il bene dell’iniziativa economica complementare a quello della piena occupazione, sicché il recupero delle energie psico-fisiche del lavoratore potrebbe essere ugualmente soddisfatto in giornate differenti dalla domenica. Ma è proprio corretta tale linea di pensiero? È tutt’oggi possibile considerare la persona come fine e non semplicemente come un mezzo per esigenze utilitaristiche? Trattasi di domande, che da un punto di vista del diritto positivo, focalizzano l’attenzione sulla disciplina prevista per il lavoro festivo e domenicale.