Il Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale mette in campo 6 milioni di euro per favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità e/o invalidità attraverso lo sviluppo delle competenze digitali.
La misura è contenuta nel bando “Zenit”, promosso nell’ambito della collaborazione tra il Fondo e il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, formalizzata con un Protocollo d’intesa sottoscritto il 29 aprile 2026. L’obiettivo è sostenere interventi innovativi e sperimentali capaci di rafforzare l’autonomia personale dei destinatari, facilitando l’accesso ai servizi digitali, alla formazione e al mercato del lavoro.
Il bando nasce in un contesto in cui le competenze digitali sono diventate un requisito trasversale per l’occupabilità. Non riguardano più soltanto le professioni tecnologiche, ma incidono sulla possibilità di accedere a servizi, percorsi formativi, opportunità professionali e strumenti di partecipazione sociale.
Secondo i dati richiamati dal Fondo, l’Italia presenta ancora un ritardo rispetto alla media europea: la quota di popolazione con competenze digitali almeno di base è pari al 54,3%, contro una media UE del 60,4%. Il divario assume un peso ancora maggiore per le persone con disabilità, che incontrano ostacoli più marcati nell’accesso alla formazione, al lavoro e alle tecnologie.
Per tale ragione, Zenit punta a finanziare percorsi accessibili che uniscano formazione digitale, sviluppo di competenze trasversali, orientamento e accompagnamento verso il lavoro.
I progetti finanziati dovranno rivolgersi a persone con disabilità e/o invalidità, occupate, inattive o in cerca di occupazione, in età lavorativa compresa tra 16 e 67 anni.
Rientrano tra i beneficiari:
La platea è quindi ampia e comprende sia chi è già inserito nel mondo del lavoro, ma necessita di rafforzare le proprie competenze, sia chi deve essere accompagnato in percorsi di autonomia, formazione e occupabilità.
Le iniziative dovranno prevedere attività di formazione digitale coerenti con i bisogni specifici dei destinatari. I percorsi potranno riguardare competenze digitali di base, utili per l’autonomia personale, la comunicazione, l’accesso ai servizi e l’uso consapevole degli strumenti digitali, oppure competenze più avanzate e professionalizzanti, collegate ai fabbisogni del mercato del lavoro.
Tra le azioni ammissibili rientrano l’intercettazione e la presa in carico dei beneficiari, la formazione digitale, lo sviluppo delle soft skills, le attività di orientamento e accompagnamento al lavoro, anche con il coinvolgimento diretto delle imprese, e l’attivazione di reti territoriali.
Particolare attenzione è riservata all’accessibilità. I percorsi dovranno essere progettati secondo i principi di progettazione universale per l’apprendimento, accessibilità universale e accomodamento ragionevole. Potranno inoltre essere riconosciuti costi per tecnologie assistive, cioè strumenti hardware e software funzionali alla fruizione delle attività formative.
Le proposte devono essere presentate da partenariati composti da almeno due e da non più di cinque soggetti. All’interno del partenariato deve essere individuato un Soggetto responsabile, incaricato di coordinare i rapporti con il Fondo.
Il Soggetto responsabile deve essere un ente pubblico o privato senza scopo di lucro, costituito da almeno due anni, con sede legale in Italia. Non può aver svolto attività in contrasto con le finalità del Fondo e può presentare una sola proposta, salvo le specifiche eccezioni previste per università, centri di ricerca ed enti pubblici.
I partner ordinari devono essere soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro con sede legale in Italia. Sono ammessi anche partner for profit, ma solo per apporti specialistici o per attività finalizzate all’inserimento lavorativo. In questo caso, la quota di budget gestita complessivamente dai soggetti profit non può superare il 30% del contributo richiesto.
La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 6 milioni di euro.
Le proposte saranno valutate attraverso una prima verifica di ammissibilità e una successiva valutazione di merito. Saranno finanziati i progetti con i punteggi più elevati, a condizione che raggiungano almeno 60 punti su 100.
I criteri di merito riguardano:
La valutazione terrà conto dell’esperienza dei soggetti proponenti rispetto al target, della capacità di intercettare e accompagnare i beneficiari, dell’accessibilità dei percorsi formativi, della coerenza tra bisogni e attività previste e della sostenibilità organizzativa del progetto.
Le candidature devono essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma Re@dy, accessibile dal sito del Fondo per la Repubblica Digitale.
Il termine per l’invio delle proposte è fissato alle ore 11.00 del 18 settembre 2026.
Per informazioni e chiarimenti è disponibile l’indirizzo e-mail zenit@fondorepubblicadigitale.it. Eventuali aggiornamenti, FAQ e comunicazioni integrative saranno pubblicati sui canali informativi del Fondo.
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