L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha posto in consultazione pubblica, fino al 12 marzo 2026, la bozza del Documento Interpretativo n. 12, dedicato agli aspetti contabili relativi alla valutazione dei titoli non immobilizzati per gli esercizi 2025 e 2026.
Il documento fornisce chiarimenti applicativi in merito alla disciplina introdotta dalla Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Legge di Bilancio 2026) che, all’articolo 1, commi 65-67, consente alle imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali di derogare al criterio ordinario di valutazione dei titoli iscritti nell’attivo circolante.
La finalità della disposizione è mitigare gli effetti della volatilità dei mercati finanziari sui bilanci delle imprese. La norma consente infatti di non svalutare i titoli non immobilizzati quando la riduzione di valore è ritenuta temporanea e non durevole, evitando effetti negativi sul risultato economico dell’esercizio.
Il nuovo documento interpretativo riprende, senza modifiche sostanziali, le indicazioni già fornite dall’OIC con il Documento Interpretativo n. 11 del 2022, aggiornandole al nuovo riferimento normativo.
La facoltà di deroga è riservata alle imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali (OIC adopter).
La disposizione riguarda quindi:
Restano pertanto escluse dall’ambito applicativo della norma le imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali.
La Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Legge di Bilancio 2026), all’articolo 1, commi 65-67, introduce una deroga temporanea al criterio di valutazione previsto dall’articolo 2426, comma 1, n. 9 del Codice civile, secondo cui i titoli iscritti nell’attivo circolante devono essere valutati al minore tra il costo di acquisto e il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato alla data di chiusura dell’esercizio.
In base alla disposizione, le imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali (OIC adopter) possono evitare di recepire in bilancio le svalutazioni derivanti da oscillazioni temporanee dei mercati finanziari.
In particolare, la norma consente alle imprese di:
La facoltà consente quindi di non rilevare le perdite di valore derivanti dall’andamento dei mercati finanziari alla data di chiusura del bilancio, qualora tali perdite siano ritenute temporanee.
La deroga opera tuttavia solo con riferimento alle perdite di valore di carattere non durevole. Qualora la riduzione di valore sia ritenuta permanente, la società deve comunque procedere alla svalutazione del titolo secondo i criteri ordinari previsti dai principi contabili nazionali, in particolare dai principi OIC 20 “Titoli” e OIC 21 “Partecipazioni”.
La disposizione ripropone misure analoghe già introdotte negli anni precedenti con l’obiettivo di mitigare gli effetti della volatilità dei mercati finanziari sui bilanci delle imprese, consentendo una rappresentazione contabile che non risenta di oscillazioni di mercato ritenute temporanee.
La disciplina riguarda i titoli iscritti nell’attivo circolante dello stato patrimoniale, ossia i titoli che non sono destinati a permanere durevolmente nel patrimonio dell’impresa.
Rientrano nell’ambito applicativo della norma:
La valutazione di tali strumenti è disciplinata dai principi contabili:
In condizioni ordinarie tali titoli devono essere valutati secondo il criterio del minore tra costo e valore di mercato. La norma in esame consente invece di non recepire in bilancio le perdite temporanee derivanti dall’andamento dei mercati finanziari.
La deroga non si applica agli strumenti finanziari derivati disciplinati dal principio contabile OIC 32 – Strumenti finanziari derivati.
Tali strumenti sono infatti valutati al fair value ai sensi dell’articolo 2426, comma 1, n. 11-bis del Codice civile, e non secondo il criterio del minore tra costo e valore di mercato.
Restano pertanto invariati i criteri di valutazione previsti dall’OIC 32, anche per:
La facoltà prevista dalla legge può essere applicata:
La deroga può essere esercitata anche solo per alcune categorie di titoli presenti nel portafoglio dell’attivo circolante.
L’individuazione dei titoli interessati può avvenire, ad esempio, facendo riferimento a specifiche categorie identificate tramite codice ISIN, anche con riferimento a titoli emessi dallo stesso emittente.
La scelta effettuata dalla società deve essere coerente e adeguatamente motivata, nonché illustrata nella nota integrativa.
Le imprese che decidono di avvalersi della deroga devono fornire un’informativa dettagliata nella nota integrativa, al fine di garantire la trasparenza del bilancio.
In particolare, la nota integrativa deve indicare:
Le imprese che si avvalgono della facoltà devono inoltre destinare a riserva indisponibile una quota di utili pari alla differenza tra:
La riserva, determinata al netto dell’onere fiscale, ha la funzione di impedire la distribuzione di utili corrispondenti alle perdite latenti non rilevate in bilancio.
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