La Legge di Bilancio 2026 riforma nuovamente il sistema degli incentivi pubblici destinati alla promozione della cultura tra i giovani. Dopo il superamento di 18App e la successiva introduzione della Carta della cultura giovani e della Carta del merito, il legislatore torna a un modello unitario, istituendo la Carta Valore Cultura.
La nuova misura, operativa a decorrere dal 2027, è rivolta ai neodiplomati e mira a sostenere l’accesso a beni e servizi culturali, semplificando il quadro normativo e ampliando la platea rispetto al sistema basato su reddito e merito. Restano tuttavia alcuni vincoli, in particolare legati all’età anagrafica al momento del conseguimento del diploma.
La Carta Valore Cultura è stata istituita dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026).
La disciplina è contenuta nell’articolo 1, commi da 538 a 549, che regolano:
Le disposizioni operative sono demandate a un decreto del Ministero della Cultura, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 novembre 2026.
La Carta Valore Cultura è un bonus digitale, personale e nominativo, riconosciuto ai giovani che conseguono il diploma di scuola secondaria di secondo grado entro una determinata soglia di età.
Il beneficio assume la forma di un credito elettronico, utilizzabile attraverso una piattaforma informatica dedicata, per l’acquisto di specifici beni e servizi culturali. Il bonus non costituisce un’erogazione in denaro né un rimborso, ma un portafoglio virtuale spendibile secondo regole prestabilite.
La finalità dichiarata della misura è sostenere la diffusione della cultura, favorendo la partecipazione a eventi culturali e l’acquisto di strumenti utili alla formazione e all’arricchimento personale.
La Carta Valore Cultura è destinata a una platea definita in modo puntuale. Possono accedere al beneficio i giovani che:
Il requisito anagrafico comporta l’esclusione automatica di chi consegue il diploma oltre tale limite, ad esempio a seguito di ripetenze o interruzioni del percorso scolastico.
Sono inoltre esclusi:
La Carta Valore Cultura viene assegnata nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma.
In concreto:
Le modalità di attivazione, i termini di utilizzo e l’eventuale scadenza del credito saranno definiti nel decreto attuativo ministeriale.
La legge di Bilancio 2026 stabilisce un tetto massimo di spesa pari a 180 milioni di euro annui, a decorrere dal 2027.
L’importo individuale del bonus non è fisso. Il valore della Carta Valore Cultura sarà determinato annualmente con decreto ministeriale, tenendo conto:
In base alle prime stime, l’importo potrebbe collocarsi intorno ai 500 euro, ma la normativa consente una rimodulazione per evitare il superamento della spesa autorizzata.
La Carta Valore Cultura è utilizzabile esclusivamente per beni e servizi culturali. Tra le spese ammesse rientrano:
Restano esclusi i beni non coerenti con le finalità culturali della misura, come dispositivi elettronici di uso generico.
La Carta Valore Cultura sostituisce, a partire dal 2027, le precedenti misure:
Rispetto a 18App, il nuovo bonus non è universale, poiché è legato al conseguimento del diploma entro i 19 anni. Tuttavia, rispetto al sistema a due carte introdotto negli anni precedenti, la nuova misura:
Il criterio centrale diventa quindi il raggiungimento del traguardo del diploma in un determinato arco temporale.
Un elemento di forte discontinuità rispetto al passato è rappresentato dal rafforzamento dei controlli.
La legge di Bilancio 2026 prevede:
Per gli esercenti convenzionati, il rimborso del credito non sarà più subordinato alla sola presentazione della fattura, ma anche al completamento di tutti gli ulteriori adempimenti richiesti per la liquidazione, al fine di consentire verifiche più approfondite e ridurre il rischio di utilizzi indebiti.
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