Cedolino pensione marzo 2026: pagamenti, aumenti, IRPEF e conguagli

Pubblicato il 23 febbraio 2026

Il mese di marzo 2026 assume particolare rilevanza per diverse novità che incidono direttamente sull’importo delle pensioni: dall’incremento della maggiorazione sociale introdotto dalla legge di bilancio 2026, alla riduzione della seconda aliquota IRPEF, fino ai conguagli fiscali relativi all’anno 2025 e alle trattenute per addizionali regionali e comunali.

Vediamo di seguito tutte le informazioni utili relative al cedolino della pensione di marzo 2026: chi beneficia degli aumenti, come funzionano i conguagli e quali trattenute possono comparire nel prospetto mensile.

Quando e come viene pagata la pensione: regole generali e data di marzo 2026

In base alla normativa vigente, le pensioni vengono pagate il primo giorno del mese bancabile, con un’unica eccezione: il mese di gennaio, per il quale il pagamento avviene nel secondo giorno bancabile.

Per quanto riguarda marzo 2026, l’accredito del rateo avverrà con valuta 2 marzo 2026. Nella stessa data sarà disponibile anche il pagamento in contanti per coloro che rientrano nei limiti previsti dalla legge.

Modalità di pagamento

L’INPS effettua il pagamento delle pensioni mediante accredito su conto corrente bancario o postale intestato al titolare della prestazione e registrato nei sistemi dell’Istituto. Le coordinate IBAN devono essere comunicate correttamente e aggiornate attraverso il servizio online “Cambiare le coordinate di accredito della pensione”.

Il pagamento in contanti è ammesso soltanto per importi complessivi fino a mille euro netti. Se l’importo spettante supera tale soglia, il pensionato è obbligato a comunicare un IBAN valido per l’accredito. Questa misura è finalizzata a garantire maggiore tracciabilità dei pagamenti e contrastare eventuali fenomeni di irregolarità.

Nel caso in cui una persona sia titolare di più prestazioni pensionistiche o assistenziali, l’INPS provvede a effettuare un unico mandato di pagamento, evitando così frammentazioni negli accrediti.

Incremento della maggiorazione sociale: cosa cambia da marzo 2026

Una delle novità più significative riguarda l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali introdotto dalla legge di bilancio 2026.

Chi ha diritto alla maggiorazione sociale

La maggiorazione sociale è riconosciuta ai pensionati che:

Si tratta di un’integrazione economica destinata a rafforzare il potere d’acquisto delle fasce più deboli della popolazione pensionata.

L’aumento previsto dalla legge di bilancio 2026

A decorrere dal 1° gennaio 2026, l’importo della maggiorazione sociale prevista dalla legge 448/2001 viene aumentato di venti euro mensili per tredici mensilità: ciò significa che su base annua l’incremento complessivo è pari a 260 euro.

Contestualmente, il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio viene innalzato anch’esso di 260 euro. Questa modifica consente a una platea più ampia di pensionati di rientrare nei requisiti per ottenere la maggiorazione.

Effetti nel cedolino di marzo

Nel mese di marzo 2026 l’aumento diventa visibile concretamente nel cedolino. Oltre all’incremento ordinario, verranno pagati anche i conguagli a credito relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.

Ciò significa che chi ha diritto alla maggiorazione sociale riceverà:

In totale, quindi, nel cedolino di marzo potrà essere visibile un importo aggiuntivo di 60 euro, salvo eventuali trattenute fiscali o altre compensazioni.

Adeguamento delle aliquote IRPEF: riduzione dal 35% al 33%

Un’altra novità rilevante riguarda la tassazione delle pensioni soggette a IRPEF ordinaria.

La modifica introdotta dalla legge di bilancio 2026

Dal mese di marzo 2026, sulle prestazioni assoggettate a tassazione ordinaria si applica la riduzione della seconda aliquota IRPEF:

Si tratta di una misura che punta a ridurre il carico fiscale sui redditi medio-alti, con effetti positivi anche per i pensionati che rientrano in tale fascia.

Effetti sul cedolino

Nel rateo di pensione di marzo 2026 saranno messi in pagamento anche gli importi a credito relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026. In sostanza:

Il pensionato vedrà quindi un conguaglio positivo, che incrementerà l’importo netto percepito nel mese di marzo.

Conguaglio IRPEF 2025: come funziona

Alla fine di ogni anno l’INPS effettua un ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali applicate nel corso dell’anno precedente.

Il ricalcolo delle imposte

Il conguaglio riguarda:

Il calcolo viene effettuato sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.

Qualora le ritenute applicate nel 2025 risultino superiori a quanto dovuto su base annua, l’INPS provvede al rimborso. In questo caso il pensionato ha già ricevuto l’accredito nel rateo di gennaio 2026.

Se invece le ritenute sono risultate inferiori rispetto all’imposta effettivamente dovuta, l’INPS ha dovuto recuperare la differenza:

Rateizzazione per redditi fino a 18.000 euro

Una tutela specifica è prevista per i titolari di trattamenti pensionistici con importo annuo complessivo fino a 18.000 euro.

Se il ricalcolo IRPEF ha determinato un conguaglio a debito superiore a 100 euro, la normativa consente di estendere la rateazione del recupero fino alla mensilità di novembre 2026.

Questa misura evita che pensionati con redditi medio-bassi subiscano trattenute troppo gravose in un’unica soluzione, distribuendo l’impatto fiscale su più mesi.

Ulteriori conguagli in vista della Certificazione Unica 2026

Nel cedolino di marzo 2026 possono comparire ulteriori conguagli a credito o a debito.

Prima dell’emissione della Certificazione Unica 2026, l’INPS deve effettuare un ricalcolo complessivo che tiene conto non solo delle prestazioni pensionistiche, ma anche di tutte le ulteriori prestazioni eventualmente pagate allo stesso soggetto nel corso del 2025.

Questo controllo può generare:

Le somme conguagliate verranno poi attestate nella Certificazione Unica 2026, documento necessario per la dichiarazione dei redditi.

Addizionali regionali e comunali: cosa sapere

Oltre all’IRPEF mensile e ai conguagli, nel cedolino di marzo compaiono anche le trattenute per addizionali regionali e comunali.

Addizionale regionale

L’addizionale regionale viene trattenuta a saldo nell’anno successivo a quello di riferimento, in 11 rate da gennaio a novembre.

Nel 2026 viene quindi trattenuta l’addizionale regionale relativa al 2025, suddivisa in rate mensili fino a novembre.

Addizionale comunale

L’addizionale comunale viene trattenuta:

Nel marzo 2026, pertanto, possono essere presenti:

Prestazioni esenti da trattenute fiscali

Non tutte le prestazioni sono soggette a tassazione. Non subiscono trattenute fiscali:

Per queste categorie non vengono applicate IRPEF né addizionali.

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Bonus giovani, donne e ZES Unica Mezzogiorno: c'è la proroga selettiva

23/02/2026

Equo compenso avvocati: modificato il Codice deontologico forense

23/02/2026

Decreto Bollette 2026 in Gazzetta: sconti alle famiglie e supporto alle imprese

23/02/2026

Convenzione Ministero del lavoro-INL: cosa cambia nelle ispezioni

23/02/2026

Dazi USA: arriva lo stop della Corte Suprema

23/02/2026

CCNL Oreficeria industria - Ipotesi di accordo del 10/2/2026

20/02/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy