Centri tecnologici PNRR, proroga al 15 giugno

Pubblicato il 20 maggio 2026

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy proroga i termini per il completamento delle attività progettuali relative all’Investimento M4C2 – 2.3 del PNRR, dedicato al potenziamento e all’estensione dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria.

Con il decreto direttoriale del 18 maggio 2026, il termine inizialmente fissato al 30 aprile 2026 viene differito al 15 giugno 2026. La misura punta a garantire il pieno raggiungimento dei target PNRR collegati al rafforzamento della rete nazionale dell’innovazione e al supporto tecnologico alle imprese.

Soggetti interessati dalla proroga

La proroga non ha carattere generalizzato. Il nuovo termine del 15 giugno 2026 si applica esclusivamente ai soggetti attuatori rientranti nelle seguenti categorie:

Per questi soggetti, il differimento consente di disporre di un margine temporale ulteriore per completare le attività progettuali, erogare i servizi alle imprese e procedere alla relativa rendicontazione.

Il decreto del 18 maggio 2026 precisa che la proroga riguarda le attività finanziate nell’ambito dell’Investimento 2.3 della Missione 4, Componente 2 del PNRR, disciplinato dal decreto ministeriale del 10 marzo 2023 e successive modificazioni.

EDIH esclusi dal differimento

Restano esclusi dalla proroga gli European Digital Innovation Hubs (EDIH).

Per tali soggetti continuano ad applicarsi i termini previsti nelle convenzioni sottoscritte, in coerenza con i Grant agreement stipulati con la Commissione europea nell’ambito del Programma Europa Digitale.

La scelta deriva dalla presenza di specifici vincoli temporali legati al cofinanziamento europeo e alle relative call della Commissione. Di conseguenza, per gli EDIH non opera il nuovo termine del 15 giugno 2026.

Convenzioni aggiornate senza addenda

Il provvedimento semplifica anche il profilo amministrativo della proroga. Le disposizioni del decreto si intendono infatti automaticamente recepite nelle convenzioni di sovvenzione già sottoscritte e nei relativi decreti di concessione.

Non sarà quindi necessario sottoscrivere ulteriori addenda o atti integrativi.

Rimangono invece fermi tutti gli altri obblighi previsti dalle convenzioni originarie, salvo quanto espressamente modificato dal decreto. Restano quindi confermati gli adempimenti in materia di monitoraggio, rendicontazione, controlli, rispetto delle regole PNRR e tracciabilità delle spese.

Spese ammissibili entro il 15 giugno 2026

Il nuovo termine rileva anche ai fini dell’ammissibilità della spesa. Il decreto Mimit del 18 maggio 2026 stabilisce che potranno essere riconosciute esclusivamente le spese riferite ad attività effettivamente svolte, concluse e fatturate entro il 15 giugno 2026.

La data assume quindi carattere perentorio. Le attività dovranno essere completate e documentate entro il nuovo termine, nel rispetto delle condizioni previste per gli interventi finanziati dal PNRR.

Tale previsione è centrale per la fase di rendicontazione, perché delimita con precisione il periodo entro cui i costi possono essere imputati alla misura.

Relazione tecnica finale obbligatoria

Entro il 15 giugno 2026, i soggetti attuatori destinatari della proroga dovranno trasmettere al Ministero, Direzione generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy, una relazione tecnica finale.

La relazione dovrà attestare il completamento delle attività progettuali e contenere obbligatoriamente due elementi:

Il documento è funzionale al monitoraggio del raggiungimento dei target associati all’investimento e alla verifica dell’effettivo impatto degli interventi sul sistema produttivo.

Il quadro PNRR dell’Investimento 2.3

L’Investimento 2.3 della Missione 4, Componente 2 del PNRR è finalizzato a rafforzare la rete dei centri di trasferimento tecnologico, con l’obiettivo di favorire l’innovazione, la digitalizzazione e il collegamento tra ricerca e imprese.

La misura si inserisce nell’ambito della Missione dedicata a istruzione e ricerca, e in particolare nella componente “Dalla ricerca all’impresa”. L’intervento punta a consolidare una rete nazionale di soggetti in grado di offrire servizi tecnologici avanzati e qualificanti, sostenendo le imprese nei processi di innovazione.

Tra i servizi richiamati nel quadro dell’investimento figurano, tra gli altri, la valutazione digitale, la formazione, l’accesso ai finanziamenti, l’intermediazione tecnologica, il supporto allo sviluppo di progetti di innovazione e le attività di sensibilizzazione sul territorio.

Il decreto richiama anche i target aggiornati dell’investimento, tra cui l’obiettivo di arrivare all’emissione di ordini di pagamento per almeno 330 milioni di euro a favore di almeno 45 poli con convenzioni finanziarie sottoscritte.

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