Concorrenza, il dialogo vale più delle sanzioni

Pubblicato il 15 luglio 2007

Le due ere dell’antitrust tracciate da Catricalà, oggi, e da Tesauro, ieri, si differenziano per il ruolo attribuito al giudice: l’attuale visione privilegia il “ruolo di regolatore” (ex ante) “rispetto a quello di giudice”, mentre nella precedente ad essere privilegiata era la funzione di giudice (ex post). L’autore dell’articolo analizza i pro e i contro della nuova impostazione del presidente Catricalà, anche con riferimento all’analisi offerta dal professor Polo e pubblicata dal quotidiano nel mese di febbraio scorso. In particolare, mentre è condivisa la ricostruzione e l’analisi, soprattutto in merito al punto in cui riconosce che anche l’autorità Antitrust dispone di un potere regolatorio, simile a quello delle autorità settoriali e ulteriore rispetto a quello noto in materia di concentrazioni, non è approvata la critica al ricorso allo strumento degli impegni.

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