Consolle protetta dal diritto d'autore

Pubblicato il 30 giugno 2010
Con sentenza depositata lo scorso 21 giugno, la n. 23765, la Cassazione ha ribaltato la decisione con cui i giudici di merito avevano escluso la rilevanza penale della condotta posta in essere dal rappresentante di una srl il quale aveva messo in vendita dei dispositivi che, applicati su consolle quali Nintendo Wii e Ds, Xbox Microsoft, Playstation, consentivano l'utilizzazione di videogiochi copiati in maniera illegale attraverso la rimozione della protezione appositamente apposta. 

In particolare, il Tribunale aveva ritenuto che il meccanismo di protezione inserito dal produttore sulla consolle non poteva essere oggetto di una forma di tutela penale in quanto era collocato al di fuori del supporto contenente la vera opera oggetto di tutela. Inoltre, non era possibile affermare con certezza che la rimozione della protezione della consolle avesse come fine principale quello di violare il diritto d'autore consentendo la lettura di videogiochi non originali. 

Tale lettura è stata completamente smentita dai giudici di legittimità i quali hanno sottolineato che, poiché “l'indicazione apposta direttamente sul software dialoga con l'altra misura apposta sull'hardware e le due, agendo in maniera complementare tra loro, accertano la conformità dell'originale, consentendone la lettura”, la consolle, anche se semplice componente hardware, costituisce il supporto necessario per l'utilizzazione dei software originali e, pertanto, è protetta dalla legge sul diritto d'autore. Lo strumento messo a punto dall'imputato – continua la Corte – va fatto rientrare nell'ambito della previsione penale che punisce, indistintamente, tutti i congegni principalmente finalizzati a rendere possibile l'elusione delle misure di protezione degli strumenti protetti dal diritto d'autore.
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