Corte di giustizia Ue. In Italia il permesso di soggiorno costa troppo

Pubblicato il 03 settembre 2015

Con sentenza C-309/14 del 2 settembre 2015, la Corte di Giustizia europea ha dichiarato la normativa italiana non conforme alla direttiva 2003/109/Ce, sullo status dei cittadini di paesi terzi, soggiornanti negli Stati membri.

In Italia, infatti, il costo per rinnovare il permesso di soggiorno varia dagli 80 ai 200 euro a seconda della durata (ai sensi del decreto 31/12/2011). E' quindi ben otto volte superiore a quanto analogamente richiesto ai cittadini italiani, per il rinnovo della carta d'identità (circa 10 euro).

I suddetti importi per gli stranieri (cui deve aggiungersi anche l'ulteriore cifra di euro 73,50) – hanno sentenziato i giudici comunitari – sono da ritenersi assolutamente sproporzionati, cosi da violare lo spirito della menzionata direttiva europea, che è quello di favorire l'integrazione dei cittadini di paesi terzi che soggiornano per lungo periodo negli Stati europei.

La Corte di giustizia ha in ogni caso ribadito la possibilità per ciascuno Stato membro, di subordinare il permesso di soggiorno al pagamento di un contributo e di fissarne l'importo. Ha tuttavia precisato come detto importo non debba essere eccessivo ma proporzionato alla condizione degli stessi cittadini, in modo da non creare ostacoli al conseguimento dello status di soggiornante per lungo periodo.  

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