Corte Ue dei diritti dell’uomo: limitazioni alla libertà di espressione sempre motivate

Pubblicato il 21 ottobre 2009

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha pronunciato sentenza di condanna dell’Italia verso il Prof. Vallauri per violazione del suo diritto alla libertà di espressione (art. 10 della Convenzione europea) e ad un equo processo (art. 6, par. 1 della Convenzione).

Il prof. Vallauri aveva adito la Corte di Strasburgo dopo non essere stato ammesso dal Consiglio di facoltà dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano al concorso per cattedre, in quanto la Congregazione per l’educazione cattolica non aveva rilasciato la sua approvazione, necessaria per l’ammissione. Il diniego di tale approvazione era dovuto al fatto che il Prof. Vallauri, secondo la congregazione, aveva manifestato delle opinioni in opposizione alla dottrina cattolica.

Il punto cruciale, per la Corte europea, è che gli organi decisionali dell’Università non hanno motivato al docente la ragione del diniego, mentre i provvedimenti restrittivi alla libertà di espressione devono essere sempre resi noti. Da qui la condanna ad un risarcimento per danni non patrimoniali pari a 10.000 euro, da parte dello Stato italiano a favore del docente.

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