Dal Senato richiesta di trasparenza nella gestione di Equitalia

Pubblicato il 11 gennaio 2012 Nella seduta del 10 gennaio 2012, al Senato sono state presentate quattro mozioni che hanno incassato il parere favorevole dell’Aula e che vedono come primi firmatari i rappresentanti delle diverse parti politiche.

Le richieste impegnano il Governo a rivedere il meccanismo di riscossione dell’Agente pubblico preposto all’incarico, così come pure a rivalutare gli strumenti oggi in uso dalla società Equitalia per portare avanti la lotta all’evasione fiscale.

I numeri legati all’attività di riscossione di Equitalia hanno portato negli ultimi mesi ai risultati ben noti a tutti: le cartelle inviate, i fermi amministrativi e i pignoramenti effettuati si inseriscono in un contesto di crisi che ha portato alla chiusura di 43 mila imprese e alla perdita di 363 mila posti di lavoro, specie al Sud. Non senza critiche.

Di qui l’esigenza di chiedere più trasparenza circa la gestione dell’attività, le assunzioni del personale, le consulenze e l’ottimizzazione dell’organizzazione. Non prima di aver riconfermato la piena solidarietà per l’azione svolta da Equitalia, proprio in virtù della sua importante funzione.

Le istanze avanzate si incentrano su alcuni temi caldi:

- richiesta di piani di rateazioni più “morbidi” e di riduzione del peso di aggi di riscossione e interessi;
- proroga dell'accertamento esecutivo al 1° luglio 2012;
- certificazione dei crediti commerciali verso le Pubbliche amministrazioni;
- possibilità di sconto bancario e, infine, obbligo di notifica al contribuente dell'atto di trasmissione del ruolo all'agente della riscossione.
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