Danni morali se l'ex non paga

Pubblicato il 23 febbraio 2009

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 6575 del 16 febbraio 2009, ha confermato la condanna impartita dai giudici di merito nei confronti di un ex marito che non aveva versato alla moglie, in maniera costante, il mantenimento per il figlio minore limitandosi, dopo il giudizio di esecuzione, a darle delle ingenti somme di denaro stabilite dal giudice. Con la sentenza è stato anche riconosciuto un risarcimento per danno morale alla moglie per la sofferenza fisica e morale conseguente al reato di cui persona offesa è il minore. Secondo i giudici di legittimità, “la circostanza che l'imputato, soltanto a seguito di azioni esecutive, promosse dalla ex moglie, abbia comunque versato delle somme per il mantenimento del figlio non esclude il reato”. Queste ultime rappresentano – a detta della Corte - solo una forma di pagamento coatto del debito maturato che “non incide in alcun modo, non potendo ritenersi che integri una causa di giustificazione, sulla condotta penalmente rilevante già consumata”.

Sempre in ordine al reato di omesso apprestamento dei mezzi di sussistenza, la Cassazione con una decisione particolarmente importante, la n. 17843 dell'8 febbraio 2008, ha precisato questo tipo di reato si configura anche in mancanza di un provvedimento giudiziale di separazione. Si tratta, infatti, di un obbligo morale e giuridico che i genitori devono rispettare anche in caso di separazione di fatto.

Infine, la Cassazione, con pronuncia n. 28987 del 10 dicembre 2008, ha statuito che quando il giudice riduca l'assegno con effetto retroattivo, i figli non devono restituire le somme in più, che hanno ricevuto in attesa della decisione del giudice. “La normale retroattività della statuizione giudiziale di riduzione al momento della domanda” spiegano i giudici “va contemperata con i principi d'irripetibilità, impignorabilità e non compensabilità di dette prestazioni”.

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