Con il decreto legge 30 aprile 2026, n. 62, il legislatore interviene nuovamente sul sistema delle agevolazioni contributive per le assunzioni, superando definitivamente il quadro degli incentivi introdotti dal c.d. Decreto Coesione e successivamente prorogati dal Milleproroghe.
La novella riscrive integralmente l’architettura degli esoneri contributivi applicabili nel corso del 2026, introducendo quattro distinti strumenti agevolativi destinati alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni dei rapporti a termine.
Il nuovo impianto normativo si caratterizza non soltanto per la ridefinizione delle misure di favore sul piano economico, ma anche per una profonda revisione dei requisiti soggettivi richiesti ai lavoratori destinatari e delle condizioni necessarie per la fruizione dei benefici.
Bonus donne, bonus giovani, incentivo ZES e incentivo alla stabilizzazione presentano, infatti, presupposti applicativi differenti, limiti economici diversificati e specifiche condizioni di accesso, pur condividendo un nucleo comune di requisiti aziendali legati all’incremento occupazionale netto, all’assenza di licenziamenti e al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione.
Particolare attenzione merita, inoltre, il raccordo con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato. Mentre alcune misure risultano strutturate nel perimetro del Regolamento UE n. 651/2014, altre restano subordinate alla preventiva autorizzazione della Commissione europea, con conseguenti riflessi sulla concreta operatività degli incentivi.
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