Il Decreto legge n. 21 del 2026, noto come decreto bollette, è stato definitivamente convertito in legge dal Senato l’8 aprile, con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astensioni, confermando il testo già approvato dalla Camera. Il provvedimento, adottato in risposta all’aumento dei costi energetici legato alle tensioni internazionali e al rincaro delle materie prime, mette in campo risorse complessive per circa 5 miliardi di euro con l’obiettivo di sostenere famiglie e imprese.
La struttura della legge si articola in due capi principali: il primo dedicato alle misure urgenti in materia di energia elettrica, il secondo alle misure urgenti per il settore del gas. In entrambi i casi, il legislatore interviene con strumenti volti a contenere l’impatto delle bollette, rafforzare le tutele per i soggetti più vulnerabili e favorire la transizione energetica, anche attraverso correttivi strutturali al sistema dei costi e interventi sulla gestione delle reti e sull’integrazione dei data center nel sistema elettrico nazionale.
Nel commentare l’approvazione definitiva, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il provvedimento "concreto e coraggioso", sottolineando come esso sia orientato a garantire benefici immediati, in particolare attraverso il rafforzamento del bonus sociale – che può arrivare fino a 315 euro – e la riduzione degli oneri generali di sistema a carico delle imprese. Secondo l’Esecutivo, il decreto rappresenta un primo passo verso una diminuzione più strutturale del costo dell’energia, oltre che un intervento mirato a sostenere il tessuto produttivo nazionale e i nuclei familiari maggiormente esposti agli effetti del caro energia.
Bonus energia e contributi straordinari
Il decreto rafforza gli strumenti di sostegno a favore delle famiglie, con particolare attenzione ai nuclei in condizioni di fragilità economica. Per il 2026 è previsto un contributo straordinario di 115 euro destinato ai beneficiari del bonus sociale elettrico, riconosciuto direttamente in bolletta.
Viene inoltre ampliata la platea dei destinatari attraverso la possibilità, per i venditori di energia, di riconoscere contributi volontari nel biennio 2026-2027 a favore dei clienti domestici con ISEE fino a 25.000 euro, anche se non già beneficiari del bonus sociale.
Estensione delle agevolazioni al teleriscaldamento
Dal 1° gennaio 2026, i titolari del bonus elettrico potranno accedere anche alla compensazione delle spese per il teleriscaldamento, estendendo così il sistema di tutela anche a questa forma di fornitura energetica.
Riduzione degli oneri di sistema
Il provvedimento interviene anche in modo strutturale sul costo dell’energia, prevedendo una riduzione degli oneri generali di sistema sulle bollette elettriche, con effetti positivi diretti sulla spesa sostenuta dalle famiglie.
Stop al telemarketing aggressivo
Particolare rilievo assumono le nuove disposizioni a tutela dei consumatori contro le pratiche commerciali scorrette. A partire da 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà vietato effettuare chiamate o inviare messaggi promozionali finalizzati alla conclusione di contratti di luce e gas senza un consenso preventivo.
Il contatto sarà consentito solo in presenza di una richiesta esplicita del cliente oppure di un consenso già espresso e documentabile nell’ambito di un rapporto contrattuale esistente. Spetta al venditore dimostrare la legittimità del contatto: in caso contrario, il contratto è nullo.
Gli utenti potranno segnalare eventuali violazioni all’Agcom e al Garante per la privacy, che potranno intervenire anche disponendo la sospensione delle linee telefoniche utilizzate per attività irregolari. La misura punta a contrastare in modo più efficace il fenomeno del cosiddetto “telemarketing selvaggio”, rafforzando la trasparenza e la tutela del consumatore nel mercato energetico.
Riduzione del costo dell’energia
Il decreto interviene in modo diretto sul contenimento dei costi energetici sostenuti dalle imprese, prevedendo un taglio degli oneri generali di sistema (ASOS) per un valore complessivo di circa 1 miliardo di euro nel triennio 2026-2028. A questo si affianca uno sconto automatico in bolletta pari a 6,8 euro per megawattora, applicato senza ricorere a meccanismi compensativi come crediti d’imposta.
L’obiettivo è garantire un alleggerimento immediato delle bollette, in particolare a favore delle piccole e medie imprese, maggiormente esposte alla volatilità dei prezzi energetici.
Misure per la competitività e la transizione energetica
Accanto agli interventi di riduzione dei costi, il provvedimento introduce strumenti volti a sostenere la competitività del sistema produttivo e a favorire il percorso di decarbonizzazione industriale. In questo ambito rientrano le misure di incentivo agli investimenti in tecnologie energetiche più efficienti e sostenibili, nonché le iniziative per una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nella rete elettrica.
Aumento dell’IRAP per il settore energetico
Per finanziare gli interventi previsti, il decreto dispone un incremento temporaneo della pressione fiscale a carico delle imprese del comparto energetico. In particolare, l’aliquota IRAP viene aumentata dal 3,9% al 5,9% per i periodi d’imposta 2026 e 2027.
L’aumento produce effetti anche sul calcolo degli acconti, che devono essere determinati considerando già la nuova aliquota. La misura si inserisce in una logica redistributiva, finalizzata a sostenere famiglie e imprese utilizzatrici attraverso un maggiore contributo richiesto agli operatori del settore energetico.
Fotovoltaico e revisione degli incentivi
Il decreto interviene sul sistema di incentivazione del fotovoltaico, introducendo un meccanismo volontario di rimodulazione per gli impianti con potenza superiore a 20 kW. In particolare, i titolari possono optare per una riduzione degli incentivi del 15% o del 30% nel biennio 2026-2027, ottenendo in cambio un’estensione della durata delle agevolazioni rispettivamente di 3 o 6 mesi.
È inoltre prevista la possibilità di uscita anticipata dal regime incentivante a partire dal 2028, con il riconoscimento di un corrispettivo economico, subordinata però al rifacimento integrale degli impianti. Per gli impianti fotovoltaici collocati a terra in area agricola, tali interventi dovranno garantire un incremento della producibilità pari ad almeno il 30%, soglia ridotta rispetto alla precedente previsione del 40%.
Sostegno alle rinnovabili e ruolo di SACE
Il provvedimento rafforza gli strumenti di supporto agli investimenti in energia rinnovabile, anche attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici. In particolare, SACE potrà rilasciare garanzie fino al 70% dei finanziamenti bancari destinati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia pulita.
Parallelamente, viene incentivato il ricorso a contratti di lungo termine (Power Purchase Agreement - PPA), con durata minima di tre anni, anche grazie al supporto del Gestore dei servizi energetici (GSE). Tali strumenti mirano a garantire maggiore stabilità dei prezzi e a ridurre il rischio di mercato, prevedendo anche forme di copertura in caso di inadempimento delle controparti contrattuali.
Proroga delle centrali a carbone
Tra le disposizioni più rilevanti sotto il profilo della sicurezza energetica figura la proroga al 31 dicembre 2038 della dismissione delle centrali a carbone utilizzate per la produzione di energia elettrica. Il nuovo termine supera le scadenze precedentemente fissate a livello nazionale, che prevedevano l’uscita dal carbone entro il 2025 (e entro il 2028 per la Sardegna).
La misura consente, in situazioni di emergenza, il ricorso a questa fonte energetica, rappresentando una deroga temporanea agli obiettivi di decarbonizzazione. Si tratta di un intervento che riflette l’esigenza di garantire la continuità e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, pur in un contesto di transizione verso fonti più sostenibili.
Il Decreto bollette si configura come un intervento articolato che affianca misure immediate a strumenti di più ampio respiro, finalizzati a incidere in modo strutturale sul costo dell’energia. Accanto agli aiuti per famiglie e imprese, il provvedimento introduce interventi sul mercato, sulla regolazione e sugli investimenti in rinnovabili, pur mantenendo soluzioni transitorie legate alla sicurezza degli approvvigionamenti.
Resta ora centrale la fase attuativa delle misure, da cui dipenderà l’effettiva capacità del decreto di tradursi in una riduzione stabile delle bollette e in un rafforzamento della competitività del sistema produttivo, in un contesto ancora caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi energetici. Per la piena operatività delle disposizioni, si attende la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, dalla quale decorreranno i termini per l’entrata in vigore delle diverse misure previste.
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