È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 febbraio 2026, n. 42, il Decreto legge 20 febbraio 2026, n. 21, recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico.
Il provvedimento, comunemente denominato “Decreto Bollette”, è stato varato dal Consiglio dei ministri del 18 febbraio 2026 ed è entrato in vigore il 20 febbraio 2026, data della sua pubblicazione.
Nella stessa riunione del 18 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha anche approvato un decreto legge con misure urgenti per far fronte agli effetti del maltempo causato dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi e ha esaminato, in via preliminare, un decreto legislativo recante il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi.
Il Dl n. 21/2026 si colloca nel contesto della persistente volatilità dei prezzi energetici e della necessità di contenere l’impatto dei costi dell’energia su famiglie e imprese. L’intervento normativo persegue una pluralità di obiettivi:
Centrale, sotto il profilo della copertura finanziaria, risulta l’incremento dell’aliquota IRAP per le imprese energetiche, destinato a sostenere la riduzione degli oneri generali in bolletta, in un’ottica di riequilibrio del sistema.
Dal punto di vista sistematico, il Decreto Legge n. 21/2026 si compone di 12 articoli, articolati in due Capi:
La struttura bipartita consente di distinguere con chiarezza gli interventi riferiti al settore elettrico da quelli concernenti il comparto del gas naturale, pur nell’ambito di una strategia unitaria di contenimento dei costi energetici e di rafforzamento della regolazione del mercato.
Il decreto si inserisce nel solco delle misure emergenziali adottate a partire dal 2022, ma presenta anche profili di carattere strutturale, incidendo sul sistema tariffario, sulla fiscalità del comparto energetico e sugli strumenti di sostegno alla transizione energetica.
Nella versione definitiva del Dl n. 21/2026, è stata prevista un’estensione della platea delle imprese soggette all’incremento di due punti percentuali dell’aliquota dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per il biennio 2026-2027. L’aumento, finalizzato a finanziare la riduzione della componente ASOS a carico delle piccole e medie imprese, trova puntuale delimitazione nell’Allegato al Decreto, il quale, mediante l’indicazione dei relativi codici ATECO, individua in modo analitico le attività interessate dall’aggravio dell’aliquota regionale, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 3 del provvedimento.
Nel dettaglio, le principali novità per famiglie e imprese.
Nel Dl Bollette pubblicato in GU, il Governo ha previsto un pacchetto di misure finalizzate a ridurre l'impatto delle bollette energetiche sulle famiglie in difficoltà economica, con particolare attenzione a quelle vulnerabili.
Il cuore dell'intervento è rappresentato da un contributo straordinario di 115 euro all’anno per circa 2,7 milioni di famiglie che già percepiscono il bonus sociale da 200 euro annui (articolo 1). Questo contributo aggiuntivo porta il beneficio complessivo per queste famiglie a 315 euro all’anno, pari a metà del costo medio annuo della bolletta elettrica. L’obiettivo è garantire un sostegno concreto alle fasce più svantaggiate della popolazione, alleviando il peso delle spese energetiche, che risultano particolarmente gravose per chi si trova in una situazione economica precaria.
Accanto a questa misura, il decreto prevede un aiuto per le famiglie con ISEE inferiore ai 25.000 euro, che non sono titolari di bonus sociali. In questo caso, l’intervento non è un sussidio diretto, ma un contributo di almeno 60 euro sulla bolletta elettrica, riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia. Questo aiuto mira a coinvolgere direttamente le aziende energetiche, incentivandole a ridurre i costi per i propri clienti più vulnerabili, mentre in cambio le aziende che aderiranno al meccanismo riceveranno un "bollino di riconoscimento", che potrà essere utilizzato anche a fini commerciali (cosiddetto bollino blu).
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato che il provvedimento, del valore di oltre 3 miliardi di euro, rappresenta un passo importante verso il supporto delle famiglie italiane. Tuttavia, per le famiglie con ISEE tra 15.000 e 25.000 euro, il sistema prevede un meccanismo più complesso, che non consiste in un vero e proprio sussidio, ma in uno sconto volontario da parte dei fornitori di energia, creando un sistema di supporto che si integra con la volontà delle aziende di partecipare.
Inoltre, una delle principali misure attese, ossia l’estensione del bonus sociale anche alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, è stata rinviata a un successivo provvedimento, previsto per la primavera, con l’intento di trovare le risorse finanziarie necessarie. Questo rinvio ha deluso le aspettative, soprattutto considerando che il sistema produttivo, così come il ceto medio, continua a fare i conti con i costi elevati dell’energia.
Il Decreto Bollette introduce una serie di interventi diretti a supportare le imprese italiane, riducendo l’impatto delle bollette energetiche e incentivando l’adozione di energie rinnovabili. Le misure spaziano dall'introduzione di contributi diretti sulle bollette a iniziative strutturali per facilitare l'accesso alle energie pulite e incentivare l'efficienza energetica. Di seguito sono descritte le principali misure previste per il settore imprenditoriale.
Contributo sulle bollette elettriche per le imprese e aumento IRAP per il settore energetico
Il Governo ha previsto un contributo significativo sulle bollette elettriche per le imprese, con l'obiettivo di ridurre i costi energetici e favorire la competitività. Il contributo, articolato su tre anni, è distribuito come segue:
Queste risorse si tradurranno in uno sconto di 3,4 euro/MWh nel 2026, 4 euro/MWh nel 2027 e 0,54 euro/MWh nel 2028 (articolo 3). Il finanziamento di tali contributi proviene da un aumento di due punti percentuali dell'aliquota IRAP per le imprese che operano in comparti strategici del settore energetico, come quelle che estraggono petrolio e gas naturale, producono cokeria, e quelle che producono, trasmettono e distribuiscono energia elettrica e gas.
Questo aumento dell’IRAP, che si applica agli anni d’imposta 2026 e 2027, genererà un gettito aggiuntivo destinato a finanziare la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette energetiche. In questo modo, il Decreto intende ridurre i costi per le imprese, in particolare per quelle più vulnerabili agli elevati costi dell'elettricità, contribuendo a migliorarne la competitività nel lungo periodo.
Contributo aggiuntivo per le imprese energetiche
Oltre al contributo diretto sulla bolletta, il Decreto prevede un ulteriore contributo di 850 milioni di euro, pari a 6,8 euro/MWh per le imprese. Questo importo proviene dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, ovvero dalla riduzione del tempo durante il quale le risorse versate dai venditori per gli oneri di sistema restano nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica. Questo intervento mira a velocizzare il flusso di risorse verso le imprese, alleggerendo il loro carico finanziario e favorendo la competitività nel settore energetico.
Power Purchase Agreements (PPA) e contratti a lungo periodo
Il Decreto promuove fortemente l’adozione dei Power Purchase Agreements (PPA), contratti a lungo termine per l’acquisto di energia rinnovabile a costi inferiori. Il Governo incentiva le PMI a sottoscrivere questi contratti, favorendo così l’acquisto di energia a prezzi più favorevoli e il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas. L'iniziativa prevede anche il supporto alle PMI attraverso aggregazioni della domanda tramite associazioni di categoria, aggregatori territoriali e l'Acquirente Unico.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) avrà un ruolo centrale come garante di ultima istanza per i soggetti qualificati, creando un sistema di garanzie che riduce i rischi per le imprese. Questo intervento non solo favorisce la sostenibilità ambientale, ma anche la stabilità economica delle PMI che decidono di accedere a energia pulita a lungo termine.
Contrattualizzazione degli impianti FER a prezzi calmierati
Il Decreto Legge n. 21/2026 prevede anche misure per incentivare la contrattualizzazione degli impianti FER (fonti energetiche rinnovabili) che hanno terminato il periodo di incentivazione. Le imprese che gestiscono questi impianti potranno partecipare a un sistema di aggregazione gestito da Acquirente Unico, tramite la bacheca PPA, che consente la contrattazione a prezzi calmierati. In questo contesto, le imprese potranno beneficiare di una premialità pari al 15% della differenza tra il prezzo medio annuo ponderato del mercato spot e il prezzo riconosciuto nell’ambito del servizio di aggregazione. L’obiettivo di questa misura è rendere la contrattualizzazione delle fonti rinnovabili più accessibile e incentivare una maggiore partecipazione delle imprese nella transizione energetica.
Aiuti per gli impianti fotovoltaici con incentivi in scadenza
Un altro intervento riguarda gli impianti fotovoltaici beneficiari dei Conti Energia, che potranno aderire a un meccanismo per estendere la durata degli incentivi. A fronte di una riduzione dell'incentivo del 15% o del 30% nel secondo semestre del 2026 e nel 2027, gli impianti potranno beneficiare di un prolungamento della durata dell’incentivo per 3 o 6 mesi. Questa misura è destinata a ridurre la componente ASOS (oneri di sistema per il sostegno alle energie rinnovabili) che grava sul costo dell'energia prelevata dalle utenze non domestiche. L'estensione degli incentivi mira a garantire la continuità nella produzione di energia rinnovabile e a mantenere la competitività delle imprese operanti in questo settore.
Il Decreto Bollette introduce misure strutturali mirate a ridurre i costi dell'energia per tutti gli utenti del sistema elettrico, puntando su due interventi fondamentali: lo scorporo degli ETS e la release del gas. Questi interventi sono pensati per alleggerire il carico sui consumatori, migliorare la competitività e promuovere una gestione più efficiente delle risorse energetiche.
Scorporo degli ETS: separazione dei costi delle emissioni dalle energie rinnovabili
Una delle principali misure strutturali riguarda lo scorporo degli ETS (Emission Trading System) dal prezzo delle energie rinnovabili. Attualmente, il sistema ETS impone un costo sulle emissioni di CO2, che influisce sul prezzo finale dell’energia, incluso quello delle fonti rinnovabili. L’intenzione del governo è di separare questi costi dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come l’energia solare e idroelettrica, per ridurre i costi complessivi dell’energia. Questo intervento mira a rendere più competitiva l'energia pulita, abbattendo i costi per i consumatori e incentivando una maggiore adozione delle fonti rinnovabili. L’avvio delle discussioni con l’Unione Europea è già in corso, poiché tale separazione necessita della approvazione da parte della Commissione Europea, che dovrà valutare l’impatto di questa misura sulle politiche comunitarie.
Gas Release: semplificazione delle norme per l'offerta di gas a prezzi calmieriati
Il secondo intervento strutturale riguarda la release del gas, un'iniziativa che semplifica le norme per incrementare l’offerta di gas a prezzi calmierati per i consumatori industriali. L’obiettivo è aumentare la disponibilità di gas a condizioni più favorevoli, riducendo i costi di approvvigionamento per le imprese, in particolare quelle ad alta intensità energetica. La semplificazione delle normative faciliterà l’accesso al gas a prezzi competitivi, migliorando la competitività delle aziende e riducendo l’effetto dei prezzi elevati sulle bollette. Questo intervento contribuirà anche a stabilizzare i prezzi sul mercato, garantendo maggiori certezze e riducendo i rischi legati alla volatilità dei costi del gas.
| Misura | Descrizione/Impatto |
|---|---|
| Contributo sulle bollette per famiglie vulnerabili | 115 € aggiuntivi all’anno per 2,7 milioni di famiglie già beneficiarie del bonus sociale, per un totale di 315 €/anno per famiglia. |
| Contributo per famiglie con ISEE < 25.000 € (senza bonus sociale) | Sconto di almeno 60 € sulle bollette per famiglie con ISEE < 25.000 €, su base volontaria da parte dei fornitori di energia. |
| Aumento dell'IRAP per le imprese del settore energetico | Incremento dell'aliquota IRAP dal 3,9% al 5,9% per le imprese nei settori energetici (petrolio, gas, energia elettrica, ecc.) per il 2026 e 2027. |
| Contributo aggiuntivo per le imprese energetiche | 850 milioni di euro aggiuntivi per le imprese, pari a 6,8 €/MWh, derivanti dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema. |
| Power Purchase Agreements (PPA) per le PMI | Incentivi per le PMI a sottoscrivere contratti PPA (acquisto di energia rinnovabile a lungo termine) a prezzi inferiori. |
| Contrattualizzazione degli impianti FER a prezzi calmierati | Possibilità di contrattualizzare impianti FER (energie rinnovabili) a prezzi calmierati con una premialità del 15% sulla differenza tra prezzo di mercato e quello riconosciuto. |
| Incentivi per gli impianti fotovoltaici con incentivi in scadenza | Incentivi per impianti fotovoltaici che escono dagli incentivi, con possibilità di estensione della durata degli incentivi per 3-6 mesi a fronte di una riduzione del 15%-30%. |
| Scorporo degli ETS dal prezzo delle energie rinnovabili | Separazione dei costi degli ETS dal prezzo delle energie rinnovabili per ridurre i costi complessivi dell’energia. |
| Gas release per l’offerta di gas a prezzi calmierati | Semplificazione delle normative per incrementare l’offerta di gas a prezzi calmierati per i consumatori industriali. |
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