Deducibili gli interessi in caso di fusione per incorporazione

Pubblicato il 08 aprile 2013 Con la sentenza n. 57/16/13, la Commissione tributaria provinciale di Milano accoglie le ragioni esposte dal contribuente e conferma la deducibilità degli interessi passivi dopo la fusione per incorporazione.

Chiamati ad esaminare il caso di un accertamento che contestava la mancata contabilizzazione di ricavi per una presunta attività di raccolta fondi che una società presta alla propria capogruppo non residente facente capo a un gruppo di investimento straniero, i giudici specificano che è lecita l'operazione di fusione con indebitamento (la società aveva acquisito una società che poi viene fusa per porre il patrimonio della società obiettivo a garanzia del debito contratto dall'acquirente) per il fatto che i finanziamenti accesi dalla società sono stati stipulati nell'interesse esclusivo di quest'ultima per l'acquisto della società. Inoltre, non si evince alcuna attività di raccolta fondi in merito al finanziamento intercompany, essendo stato erogato dalla società controllante.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalitĂ  semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy