Energy Release 2.0: firmato il decreto per imprese energivore e rinnovabili

Pubblicato il 29 agosto 2025

Il 29 luglio 2025 il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha firmato il decreto che modifica il meccanismo dell’Energy Release 2.0. Si tratta di un provvedimento strategico, nato dal confronto con la Commissione Europea, che ne ha approvato la compatibilità con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato tramite una comfort letter.

Il nuovo decreto introduce importanti correttivi, frutto delle interlocuzioni tra Roma e Bruxelles, con l’obiettivo di garantire al tempo stesso il sostegno alle imprese energivore e il rispetto delle regole di mercato.

NOTA BENE: Il decreto è attualmente all’esame della Corte dei Conti e sarà disponibile sul sito del Ministero una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Cos’è il DM Energy Release

Il Decreto Ministeriale Energy Release è uno strumento introdotto nel 2024 per sostenere le imprese ad alto consumo energetico.
Il meccanismo si basa sulla concessione di energia elettrica a prezzo calmierato, a fronte dell’impegno delle aziende beneficiarie a realizzare nuovi impianti da fonti rinnovabili, in grado di restituire l’energia anticipata lungo un orizzonte di venti anni.

Con la versione aggiornata, l’Energy Release diventa un pilastro della strategia energetica italiana, capace di coniugare competitività industriale e sviluppo delle fonti rinnovabili.

Le modifiche all’Energy Release 2.0

Il nuovo decreto introduce importanti innovazioni rispetto alla versione originaria. In particolare, viene prevista la possibilità per le aziende energivore di trasferire a soggetti terzi l’impegno relativo alla restituzione dell’energia anticipata, alleggerendo così direttamente il loro carico di investimento.

Parallelamente, si apre la partecipazione anche ad altri operatori del settore – come aggregatori, produttori di energia rinnovabile e terzi delegati – che potranno essere selezionati attraverso un’apposita asta competitiva organizzata dal GSE. In questo modo, il meccanismo diventa più flessibile e inclusivo, favorendo la realizzazione di nuova capacità rinnovabile e garantendo una maggiore efficienza nel raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica.

Cosa prevede il nuovo decreto

Il provvedimento appena firmato introduce alcune novità fondamentali:

Come funziona l’Energy Release 2.0

Il modello si articola in due fasi principali:

  1. Fase di anticipazione (3 anni)
    • Le imprese energivore ricevono energia a prezzo calmierato (65 €/MWh) tramite un Contract for Difference (CfD) bidirezionale.
    • La quantità disponibile (24 TWh/anno) viene suddivisa pro-rata in caso di richieste superiori.
  2. Fase di restituzione (20 anni)
    • Le aziende, direttamente o tramite soggetti terzi, devono realizzare nuovi impianti rinnovabili con capacità pari al doppio dell’energia ricevuta nella fase iniziale.
    • Metà dell’energia prodotta sarà oggetto di CfD ventennale a 65 €/MWh con il GSE.
    • Se un’impresa non partecipa o non vince la gara, dovrà comunque corrispondere il premio d’asta, che verrà trasferito a un altro operatore incaricato della costruzione degli impianti.

Chi è interessato dal meccanismo

I principali destinatari dell’Energy Release 2.0 sono:

Con la firma del nuovo decreto, l’Energy Release 2.0 si conferma uno strumento chiave per accompagnare l’Italia nella transizione energetica. Da un lato assicura prezzi stabili e competitivi alle industrie più esposte ai costi energetici, dall’altro stimola la realizzazione di nuova capacità da fonti rinnovabili, rafforzando il mix energetico nazionale.

Come sottolineato dal Ministro Pichetto, la misura rappresenta un equilibrio tra sostenibilità e competitività, frutto di una collaborazione costruttiva tra Governo italiano e Commissione Europea.

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