Giudici di pace e onorari Manifestazione di protesta

Pubblicato il 07 febbraio 2017

Si terrà a Roma, il 16 febbraio 2017, dinanzi alla sede del Consiglio Superiore della Magistratura in Piazza Indipendenza, una manifestazione organizzata dalle maggiori sigle della magistratura onoraria - Angdp, Unagipa, Federmot e con l’adesione di Unimo e altre associazioni di categoria - per chiedere al Csm, quale organo di autogoverno dell’intera magistratura, di continuare l’opera di salvaguardia della dignità, dell’indipendenza e della professionalità della funzione onoraria, di fronte ad “un potere politico sempre più avulso dalla realtà e succube della propria tecnostruttura”.

Giudici di pace contro Guardasigilli

E’ quanto si legge in un comunicato unitario del 3 febbraio 2017, diffuso dalle maggiori associazioni dei giudici onorari in cui viene sottolineato che “il reiterato silenzio del Ministro On. Andrea Orlando, ormai delegittimato anche dall’Associazione Nazionale Magistrati, non può non essere stigmatizzato dalla prossima proclamazione dell’astensione dalle udienze dei G.d.P., G.O.T. e V.P.O. e da una manifestazione”.

Per i giudici di pace – che vengono da una lunga serie di scioperi, l’ultimo dei quali svoltosi dal 26 gennaio al 1° febbraio 2017 - il contenuto degli emanandi decreti legislativi di disciplina della delega di riforma del settore, “avrà la conseguenza di fiaccare quel poco che è rimasto funzionante del sistema giustizia”.

Replica del ministro

Sulla possibilità che l’esercizio delle deleghe della legge di riforma possa impattare “negativamente e immediatamente” sul funzionamento dell’attività giurisdizionale, ha immediatamente replicato il ministro Orlando.

Per il Guardasigilli si tratterebbe di “notizie infondate” in quanto il regime definitivo che disciplinerà il funzionamento del ruolo unico dei giudici onorari è ancora in fase di approfondimento e, comunque, “sarà prevista una normativa transitoria finalizzata a garantire un armonico passaggio al nuovo assetto, che tenga anche conto del lavoro svolto in questi anni dagli operatori di questo cruciale ambito della giurisdizione”.

Parere al Consiglio di stato

Proprio per consentire ciò – si legge in una nota stampa pubblicata sul sito del dicastero della Giustizia – il Ministero rende noto di essere orientato ad acquisire uno specifico parere del Consiglio di Stato “sulla base del quale verificare se sussista la possibilità di stabilizzazione di chi nel corso degli anni ha svolto continuativamente la funzione di giudice di pace, vice procuratore onorario, giudice onorario di tribunale”.

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