I messaggi Sms che informano del tradimento costituiscono molestia

Pubblicato il 18 gennaio 2013 La Prima sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza n. 2597 depositata il 17 gennaio 2013, ha confermato la sentenza di condanna per il reato di molestie impartita dal Tribunale di Palermo a carico di una donna per aver inviato alla cognata, dal proprio telefono cellulare, due messaggi sms con cui la informava che suo marito la tradiva.

La Cassazione ha aderito alla motivazione resa dai giudici di merito secondo i quali la reiterata condotta posta in essere dall'imputata appariva idonea a recare molestia e disturbo alla persona offesa, ponendola in una condizione di forte disagio ed alterandone in modo significativo le normali condizioni di tranquillità personale e familiare.

Il reato in contestazione – spiega la Suprema corte – “è plurioffensivo, poiché protegge, oltre la tranquillità della persona offesa, anche l’ordine pubblico, che però è sufficiente, per la sussistenza del reato, che sia messo solo in pericolo per la possibile reazione della parte offesa”.
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