Il Cdm approva il decreto sull'unicità dello stato di figlio

Pubblicato il 13 luglio 2013 Nella seduta del 12 luglio 2013, il Consiglio dei ministri ha approvato, in attuazione della Legge delega n. 219/2012, un decreto legislativo che rivisita le disposizioni vigenti in materia di filiazione modificando la normativa al fine di parificare, definitivamente, la posizione dei figli nati nel e fuori dal matrimonio, a garanzia della completa eguaglianza giuridica degli stessi.

Le disposizioni contenute nel provvedimento stabiliscono, in primo luogo, l'introduzione del principio dell'unicità dello stato di figlio, anche adottivo, e l'eliminazione dei riferimenti presenti nelle norme ai figli “legittimi” e ai figli “naturali” e la sostituzione degli stessi con quello di “figlio”.

Sancito, altresì, il principio secondo cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo dei genitori. La nozione relativa alla “potestà genitoriale” viene sostituita con quella di “responsabilità genitoriale” che non viene meno con il raggiungimento della maggiore età del figlio.

L'Esecutivo, inoltre, ha espressamente recepito i principi fissati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, decidendo di limitare a cinque anni dalla nascita i termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità; di introdurre il diritto degli ascendenti di mantenere “rapporti significativi” con i nipoti minorenni; di introdurre e disciplinare l'ascolto dei minori, se capaci di discernimento, all'interno dei procedimenti che li riguardano; di portare a dieci anni il termine di prescrizione per l'accettazione dell’eredità per i figli nati fuori dal matrimonio; di modificare la materia della successione prevedendo la soppressione del “diritto di commutazione” in capo ai figli legittimi fino ad oggi previsto per l'eredità dei figli naturali.
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