In arrivo la Tessera professionale europea

Pubblicato il 31 dicembre 2015

Una delle libertà economiche fondamentali del mercato comunitario è il riconoscimento ai cittadini della Comunità della libertà di esercitare in un altro Stato membro attività economiche.

In materia sono state adottate numerose direttive e l'ultima, la 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, interviene sulla disciplina dettata dalla direttiva 2005/36/CE al fine di promuovere la libera circolazione degli operatori economici e dei servizi nel contesto di un mercato unico rafforzato.

Tessera professionale europea per una agevole circolazione nel mercato europeo

La direttiva 2013/55/UE introduce una serie di elementi di novità tra cui un nuovo strumento pensato per consentire ai prestatori una circolazione più agevole nel mercato europeo: la tessera professionale europea (EPC).

Il titolare della qualifica professionale relativa ad una professione per cui è stata introdotta l’EPC può scegliere se presentare domanda per il rilascio della tessera, oppure ricorrere alle procedure “ordinarie” previste dalla direttiva per la libera prestazione di servizi e per la libertà di stabilimento.

La direttiva prevede anche l’istituto dell’accesso parziale cioè la possibilità per il professionista di esercitare in un altro Stato membro la propria attività limitatamente al settore per il quale egli è qualificato, quando questo rientri nello Stato membro ospitante in una attività professionale regolamentata più ampia e ricomprendente profili di attività nei quali il professionista risulti privo di qualifica. Ciò consente al professionista di ottenere un riconoscimento che gli sarebbe altrimenti negato.

In relazione alla libera prestazione di servizi, la direttiva 2013/55/UE riduce ad un anno la durata del pregresso esercizio dell’attività professionale che il prestatore deve dimostrare se nello Stato membro di stabilimento l’attività svolta non sia regolamentata.

Recepimento entro il 18 gennaio

Come ricorda la circolare n. 3685/C del 30 dicembre 2015, del ministero dello Sviluppo Economico, la direttiva sopra citata è entrata in vigore il 17 gennaio 2014 e gli Stati devono recepirla entro il 18 gennaio 2016.

In Italia, il decreto legislativo di recepimento della direttiva è quasi giunto all'approvazione definitiva, ma in ogni caso, devono ritenersi direttamente applicabili le disposizioni della direttiva, per il principio del self-executing (o direttive dettagliate) per cui le norme sufficientemente chiare, precise ed incondizionate hanno efficacia diretta nell’ordinamento interno, anche con prevalenza sulle eventuali difformi norme legislative nazionali.

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