Indirizzo mail, tutela rafforzata

Pubblicato il 13 maggio 2008 La Corte di Appello di Bologna (sent. del 28.3.2008) ha condannato un hacker che aveva creato un virus, poi trasmesso in via informatica ad un provider, ed indirettamente ai suoi utilizzatori, che acquisiva dati anche riservati contenuti nei pc, pregiudicandone il funzionamento. Secondo i giudici bolognesi, la disposizione dell’art. 615 ter c.p. deve essere interpretata nel senso che è sufficiente, per la configurazione del rato de quo, l’abusività dell’accesso al sistema informatico, contro lo jus prohibendi del titolare, non essendo necessaria la effettiva conoscenza da parte del soggetto agente dei dati protetti; se così non fosse si vanificherebbe la ratio incriminante della norma.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

CCNL Proprietari di fabbricati - Stesura del 22/1/2026

25/03/2026

Omicidio: stop ai diritti sulle spoglie per chi causa la morte

25/03/2026

Whistleblowing, manifestazioni di interesse per iscrizione all'elenco Ets entro il 13 aprile

25/03/2026

Colf e badanti: ultimi giorni per il versamento dei contributi

25/03/2026

Proprietari fabbricati Federproprietà. Rinnovo Ccnl

25/03/2026

Avvocati cassazionisti: al via l’esame 2026 per l’iscrizione all'albo speciale

25/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy