L’Ordine degli Avvocati di Roma, Commissione procedura civile, ha pubblicato un breve Vademecum sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale con finalità operative e deontologiche.
Il documento si propone di guidare i professionisti nell’integrazione di strumenti di IA nell’attività quotidiana, assicurando il rispetto dei principi fondamentali della professione forense e la tutela del cliente.
Il presupposto di fondo è chiaro: l’Intelligenza Artificiale rappresenta un supporto tecnico e non sostituisce il giudizio umano, la competenza e la responsabilità dell’avvocato. Ogni utilizzo deve essere consapevole, controllato e conforme alle regole vigenti.
Il Vademecum individua alcuni criteri direttivi che devono orientare l’impiego di sistemi di IA:
L’avvocato deve considerare l’IA come uno strumento ausiliario. Ogni risultato generato dal sistema deve essere verificato, rielaborato e fatto proprio dal professionista.
La responsabilità dell’atto resta integralmente in capo all’avvocato, anche quando l’elaborato sia stato predisposto con il supporto di un applicativo di intelligenza artificiale.
Non è ammissibile un affidamento integrale della redazione di atti, contratti o pareri a strumenti automatizzati.
L’utilizzo di sistemi di IA non attenua né modifica i doveri deontologici. Restano centrali:
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il rischio di generazione di contenuti inesatti o privi di reale riscontro.
Il Vademecum richiama l’attenzione sulla necessità di verificare sempre riferimenti normativi e giurisprudenziali attraverso banche dati ufficiali. L’avvocato non può citare fonti generate automaticamente senza un controllo puntuale.
Il documento evidenzia inoltre che l’uso improprio di strumenti di IA non deve in alcun modo alterare il contraddittorio o compromettere la correttezza dei rapporti con colleghi e autorità giudiziaria.
Il Vademecum struttura le indicazioni operative in tre fasi distinte.
Il professionista deve:
La conoscenza dello strumento è parte integrante della competenza professionale.
Nel corso dell’uso, l’avvocato deve:
La tutela della riservatezza costituisce un requisito essenziale dell’attività difensiva.
Successivamente alla generazione dell’output, il professionista è tenuto a:
Il controllo umano finale rappresenta una garanzia di qualità e affidabilità.
Il cliente deve essere informato dell’eventuale utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale, chiarendo che tali strumenti svolgono una funzione meramente ausiliaria. L’informazione deve essere resa con linguaggio chiaro e comprensibile.
In materia di protezione dei dati, il Vademecum raccomanda:
Tra le condotte espressamente sconsigliate figurano:
L’uso improprio può determinare l’attivazione del procedimento disciplinare e l’applicazione di sanzioni proporzionate alla gravità della violazione.
Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".