Investimenti sostenibili 4.0, nuovo bando Mimit per le PMI

Pubblicato il 20 maggio 2026

Con il decreto ministeriale 18 marzo 2026 prende forma il nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0”, misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy destinata a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico.

L’intervento, adottato dal ministro Adolfo Urso, è rivolto alle micro, piccole e medie imprese localizzate nelle Regioni meno sviluppate — Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna — e punta ad accompagnare il sistema produttivo in percorsi di trasformazione coerenti con il piano Transizione 4.0.

La finalità del nuovo bando è favorire la crescita green e il rafforzamento competitivo delle PMI, promuovendo investimenti capaci di integrare innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi produttivi e sostenibilità ambientale.

Risorse finanziarie

Per l’attuazione della misura sono disponibili risorse complessive pari a circa 448 milioni di euro.

La dotazione deriva da diverse fonti finanziarie. In particolare, una parte delle risorse proviene dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, nell’ambito della Priorità 1 dedicata a ricerca, innovazione, digitalizzazione, investimenti e competenze per la transizione ecologica e digitale.

Ulteriori risorse derivano dalla restituzione delle rate di finanziamenti agevolati concessi nell’ambito di precedenti programmi operativi nazionali attivati tra il 2007 e il 2020.

Il decreto prevede inoltre la possibilità di incrementare la dotazione finanziaria con ulteriori risorse, anche di provenienza europea, che dovessero rendersi disponibili in funzione dell’andamento della misura.

NOTA BENE: Una quota pari al 25% delle risorse è riservata ai programmi di investimento presentati da micro e piccole imprese.

Ambito di applicazione: PMI delle Regioni meno sviluppate

Il decreto si applica alle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare programmi di investimento nelle Regioni meno sviluppate, con l’obiettivo di rafforzare la crescita sostenibile e la competitività del sistema produttivo.

Le agevolazioni sono destinate a programmi coerenti con il piano Transizione 4.0 e conformi ai principi e alla normativa in materia di tutela ambientale. La misura, quindi, non finanzia genericamente qualsiasi investimento produttivo, ma interventi orientati all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

Priorità è riconosciuta ai programmi capaci di contribuire agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea e del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.

In particolare, rientrano nell’ambito del decreto gli investimenti riconducibili a tre linee di azione:

  1. processi produttivi rispettosi dell’ambiente e uso efficiente delle risorse, anche attraverso soluzioni legate all’economia circolare;
  2. miglioramento dell’efficienza delle PMI;
  3. sviluppo delle attività d’impresa mediante investimenti produttivi diretti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale.

L’accesso alle agevolazioni resta comunque subordinato al possesso dei requisiti e al rispetto delle condizioni previste dagli articoli successivi del decreto.

Soggetti beneficiari e cause di esclusione

Possono accedere al bando le micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, che operano nelle Regioni meno sviluppate interessate dalla misura.

Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono essere nel pieno esercizio dei propri diritti, non trovarsi in liquidazione volontaria o in procedure concorsuali liquidatorie, adottare il regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati. Per imprese individuali e società di persone rileva, invece, la presentazione di almeno due dichiarazioni dei redditi.

È inoltre richiesto il rispetto della normativa edilizia, urbanistica, lavoristica, antinfortunistica e ambientale, oltre alla regolarità contributiva e previdenziale. Le imprese devono aver restituito eventuali somme dovute a seguito di revoca di precedenti agevolazioni ministeriali.

Sono escluse le PMI destinatarie di sanzioni interdittive, prive dei requisiti antimafia o non in regola con l’obbligo assicurativo contro i danni previsto dalla legge di Bilancio 2024. L’accesso è precluso anche in presenza di condanne definitive degli amministratori o legali rappresentanti per reati rilevanti ai fini della partecipazione a procedure pubbliche.

Resta, infine, il vincolo anti-delocalizzazione: l’impresa non deve aver trasferito attività verso l’unità produttiva agevolata nei due anni precedenti la domanda e deve impegnarsi a non farlo fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento.

Investimenti e spese ammissibili

Il bando finanzia programmi di investimento coerenti con il piano Transizione 4.0 e orientati all’adozione di tecnologie abilitanti, quali manifattura avanzata, additive manufacturing, realtà aumentata, simulazione, integrazione dei sistemi produttivi, Internet of Things, cloud, cybersicurezza, big data, intelligenza artificiale e blockchain.

Sono valorizzati, in particolare, i progetti con un elevato profilo di sostenibilità ambientale, capaci di contribuire agli obiettivi climatici ed energetici europei, anche attraverso interventi di economia circolare, efficienza energetica e innovazione dei processi produttivi.

Rientrano tra le spese agevolabili l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, le opere murarie entro il limite del 40% dei costi ammissibili, i programmi informatici e le licenze, le certificazioni ambientali e, nei limiti previsti, i servizi di consulenza specialistica ed energetica.

I programmi devono prevedere spese comprese tra 750.000 euro e 5 milioni di euro. Gli investimenti possono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 18 mesi.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni sono riconosciute nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, in particolare delle regole previste dal Regolamento GBER per gli aiuti a finalità regionale agli investimenti.

Il sostegno può coprire fino al 75% delle spese ammissibili ed è articolato in due componenti: un contributo in conto impianti pari al 35% delle spese e un finanziamento agevolato pari al 40%.

Il finanziamento agevolato è concesso senza interessi e deve essere restituito dall’impresa beneficiaria dopo l’erogazione del saldo, con rate semestrali costanti in scadenza il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno. Il piano di rimborso può avere una durata massima di 7 anni e non richiede specifiche garanzie.

L’impresa deve comunque assicurare la copertura finanziaria della parte restante del programma, pari almeno al 25% delle spese complessive ammissibili, mediante risorse proprie o finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.

Per le stesse spese, il beneficio non è cumulabile con altri aiuti pubblici, salvo specifiche eccezioni per benefici fiscali e garanzie, nel rispetto dei limiti europei di intensità di aiuto.

Presentazione delle domande

Le domande di agevolazione dovranno essere presentate esclusivamente in via telematica, attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda, riferita a un programma di investimento da realizzare in una unità produttiva localizzata nelle Regioni meno sviluppate ammesse al bando.

La concessione delle agevolazioni avverrà con procedura valutativa a sportello, nei limiti delle risorse disponibili. Le istanze saranno quindi esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, ma l’accesso al beneficio resta subordinato alla verifica dei requisiti dell’impresa, dell’ammissibilità del programma di investimento e della coerenza degli interventi con le finalità della misura.

L’istruttoria riguarderà, in particolare, la sostenibilità economico-finanziaria del progetto, la pertinenza delle spese indicate e il contributo dell’investimento alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. Saranno valorizzati i programmi con ricadute ambientali positive, in linea con gli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione europea.

Al momento, tuttavia, non sono ancora aperti i termini per l’invio delle istanze. Le date di apertura dello sportello, le modalità operative e gli schemi per la presentazione delle domande saranno definiti con un successivo provvedimento ministeriale.

Erogazione e obblighi delle imprese

L’importo delle agevolazioni sarà rideterminato a conclusione del programma, sulla base delle spese effettivamente sostenute e ammesse dopo i controlli. Le imprese beneficiarie dovranno rispettare le condizioni previste dal decreto, completare l’investimento entro i termini stabiliti e garantire la copertura finanziaria della quota non agevolata.

Resta fermo anche l’impegno a non effettuare operazioni di delocalizzazione verso l’unità produttiva agevolata nei due anni precedenti la domanda e fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento.

Operatività rinviata a un successivo provvedimento

Il nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0” rappresenta un intervento mirato per accompagnare le PMI delle Regioni meno sviluppate nei processi di innovazione digitale e transizione green.

La misura combina contributo in conto impianti e finanziamento agevolato, ma diventerà pienamente operativa solo con il successivo provvedimento ministeriale che definirà termini e modalità di apertura dello sportello.

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