La Commissione degli esperti sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) si è riunita l’11 marzo 2026 nell’ambito della consueta manutenzione annuale degli indicatori, avviando il processo di aggiornamento che accompagnerà l’applicazione degli ISA per il periodo d’imposta 2025 e la definizione delle evoluzioni future.
L’incontro ha avuto come finalità principale quella di verificare l’adeguatezza degli strumenti di compliance fiscale rispetto al mutato contesto economico, nonché di introdurre correttivi e aggiornamenti in grado di rendere gli indici sempre più rappresentativi delle reali condizioni operative di imprese e professionisti.
Con la riunione si apre formalmente la fase di manutenzione degli ISA, che ha riguardato in primo luogo l’evoluzione biennale di 85 indici, destinati ad essere applicati già al periodo d’imposta 2025. L’intervento ha interessato in modo diffuso i diversi comparti economici — commercio, manifatture, professionisti e servizi — con l’obiettivo di aggiornare i modelli organizzativi e i parametri di riferimento.
Parallelamente, è stato presentato il piano degli ISA che saranno oggetto di revisione nel 2026, confermando la logica di aggiornamento continuo dello strumento.
Particolare attenzione è stata poi dedicata agli interventi correttivi straordinari applicabili ai 173 ISA in vigore per il 2025. In questo ambito, da un lato sono state confermate le misure già adottate negli anni precedenti, dall’altro sono stati introdotti nuovi correttivi finalizzati a intercettare eventuali fenomeni di riduzione della produttività e della capacità di generare reddito, anche alla luce delle dinamiche economiche nazionali e internazionali.
Completano il quadro gli aggiornamenti delle variabili di contesto — ciclo settoriale, concentrazione della domanda e dell’offerta e analisi territoriali — che contribuiscono a migliorare la precisione delle stime ISA.
Su questi interventi la Commissione ha espresso parere favorevole, riservandosi una valutazione degli effetti concreti dopo la campagna dichiarativa 2026.
Un ruolo centrale nella riunione è stato assunto dal Concordato preventivo biennale (CPB), con riferimento al biennio 2026-2027. La Commissione ha confermato l’impianto metodologico già utilizzato, evidenziando tuttavia l’intenzione di affinare il sistema per ottenere una maggiore gradualità delle proposte.
Proposte basate sui dati ISA effettivi
Una delle principali novità riguarda il fatto che le nuove proposte di concordato saranno elaborate utilizzando i dati ISA effettivi relativi al 2025. Le basi imponibili saranno determinate escludendo le componenti straordinarie, i redditi da partecipazione, le perdite pregresse e altre variabili non ordinarie, così da restituire una fotografia più attendibile della capacità reddituale.
Maggiore selettività e meccanismi di correzione
Per i contribuenti con livelli di affidabilità non elevati, il sistema continuerà a prevedere una rideterminazione del reddito attraverso indicatori elementari e coefficienti di confronto con i soggetti più affidabili. A ciò si affiancano:
Resta inoltre il limite all’incremento del reddito concordato, che non potrà superare il 50% rispetto a quanto dichiarato nel 2025 nel primo anno di adesione.
Riduzioni legate al punteggio ISA
La proposta finale sarà modulata anche in funzione del livello di affidabilità fiscale, prevedendo abbattimenti automatici al crescere del punteggio ISA, in un’ottica di premialità.
Platea e scadenze
La nuova finestra di adesione, in scadenza il 30 settembre 2026, interesserà sia i contribuenti che non hanno ancora aderito sia coloro che, concluso il primo biennio 2024-2025, valuteranno il rinnovo dell’accordo.
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