È stato pubblicato in data 3 marzo 2026, sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nella sezione “Normativa” e nella sezione “Pubblicità legale, il decreto interministeriale Lavoro – MEF del 27 febbraio 2026.
Il provvedimento approva gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC) per i settori M21U “Commercio all’ingrosso alimentare” e G44U “Servizi alberghieri ed extra-alberghieri”, in attuazione dell’articolo 1, commi 5-8, del decreto-legge 28 ottobre 2024, n. 160, convertito con modificazioni dalla legge 20 dicembre 2024, n. 199.
L’introduzione degli ISAC si inserisce nel quadro delle misure connesse al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 “Politiche per il lavoro”, Riforma 1.2 “Lavoro sommerso”, con l’obiettivo di rafforzare la compliance contributiva e prevenire fenomeni di evasione ed elusione.
Il decreto si colloca nell’ambito del Regolamento (UE) 2021/241 che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) e nel sistema di governance nazionale del PNRR disciplinato, tra gli altri, dai decreti-legge n. 77/2021, n. 80/2021, n. 13/2023 e n. 19/2024.
La Riforma 1.2 della Missione 5 prevede:
In tale ambito, il Piano Nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025 ha previsto la costruzione di indicatori di affidabilità contributiva, analoghi agli ISA fiscali, sviluppati attraverso la collaborazione tra INPS, Agenzia delle Entrate e SOSE (oggi Sogei S.p.A.).
L’articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2024, n. 160 introduce una nuova disciplina in materia di controllo dell’affidabilità contributiva delle imprese.
In particolare, la norma prevede l’introduzione degli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC) a partire dal 1° gennaio 2026, applicabili ai soggetti individuati dall’articolo 9-bis del decreto-legge n. 50 del 2017.
L’obiettivo principale di questo strumento è di individuare e prevenire fenomeni di sottrazione di basi imponibili all’imposizione contributiva, rafforzando quindi i meccanismi di controllo e favorendo comportamenti corretti da parte dei datori di lavoro.
La normativa stabilisce inoltre che gli ISAC siano approvati mediante decreto interministeriale, adottato previo parere dell’INPS e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), in modo da garantire il coinvolgimento delle principali istituzioni competenti in materia previdenziale e di vigilanza sul lavoro.
Il sistema prevede anche l’introduzione di meccanismi premiali destinati ai soggetti che risultano affidabili sulla base degli indicatori elaborati. Tali premialità sono finalizzate a incentivare comportamenti virtuosi e a promuovere una maggiore trasparenza nei rapporti contributivi.
La norma dispone inoltre una graduale estensione del sistema degli ISAC ad ulteriori settori economici, prevedendo che entro il 31 agosto 2026 gli indici vengano applicati ad almeno sei nuovi comparti produttivi.
Il decreto del 27 febbraio 2026 rappresenta il primo provvedimento attuativo di questa disciplina e riguarda due settori economici inizialmente individuati tra quelli considerati a maggiore rischio di evasione contributiva.
L’ISAC M21U si applica alle attività di commercio all’ingrosso alimentare identificate dai seguenti codici ATECO:
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Codice ATECO |
Descrizione attività |
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46.31.10 |
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi |
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46.31.20 |
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi conservati |
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46.32.10 |
Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata |
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46.32.20 |
Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria |
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46.33.10 |
Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova |
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46.33.20 |
Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale |
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46.34.10 |
Commercio all’ingrosso di bevande alcoliche |
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46.34.20 |
Commercio all’ingrosso di bevande non alcoliche |
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46.36.00 |
Commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato, dolciumi e prodotti da forno |
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46.37.02 |
Commercio all’ingrosso di tè, cacao e spezie |
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46.38.10 |
Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi |
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46.38.20 |
Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati, conservati, secchi |
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46.38.30 |
Commercio all’ingrosso di pasti e piatti pronti |
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46.38.90 |
Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari |
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46.39.10 |
Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati |
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46.39.20 |
Commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e tabacco |
L’ISAC G44U riguarda il comparto turistico-ricettivo, con riferimento ai seguenti codici ATECO:
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Codice ATECO |
Descrizione attività |
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55.10.00 |
Alberghi |
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55.20.51 |
Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence |
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55.20.53 |
Attività di alloggio connesse alle aziende ittiche |
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55.90.20 |
Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero |
Il settore è caratterizzato da una forte incidenza di lavoro stagionale e flessibile, elemento che ha reso necessario un modello di analisi calibrato sulla congruità tra forza lavoro dichiarata e volumi di attività.
Gli elementi necessari alla determinazione degli ISAC sono descritti nelle Note tecniche e metodologiche allegate al decreto (Allegato 1 per M21U e Allegato 2 per G44U).
La costruzione degli indici si basa su:
L’obiettivo è verificare la congruità della forza lavoro dichiarata rispetto a parametri economici e strutturali dell’impresa, individuando scostamenti dai “valori normali” degli indicatori.
Gli ISAC si applicano ai datori di lavoro che esercitano attività d’impresa o professionale ai sensi dell’articolo 9-bis, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che svolgono in maniera prevalente attività economiche appartenenti ai settori individuati.
NOTA BENE: Sono soggetti agli ISA gli esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che svolgono come attività prevalente una attività per la quale è stato approvato uno specifico indice e che dichiarano ricavi o compensi inferiori a 5.164.569 euro. Restano esclusi i contribuenti per i quali sussistono specifiche cause di esclusione, come ad esempio l’inizio o la cessazione dell’attività nel periodo d’imposta o l’adozione del regime forfetario agevolato.
Entro il 31 marzo 2026, l’INPS trasmette ai datori di lavoro interessati e rientranti nei settori indicati una comunicazione telematica di compliance contenente:
La comunicazione ha finalità preventiva e collaborativa e non comporta automaticamente l’accertamento di irregolarità a carico del datore di lavoro.
Il datore di lavoro che risulta conforme al modello ISAC rientra nella “fascia di normalità”, senza scostamenti.
I soggetti in fascia di normalità:
La premialità consiste quindi in un minore rischio ispettivo prioritario, in coerenza con una logica di selettività e ottimizzazione delle risorse di controllo.
Gli ISAC sono aggiornati, di norma, ogni due anni, tenendo conto:
In sede di prima applicazione, sono esclusi dall’ambito di operatività degli ISAC i datori di lavoro che, al 1° gennaio 2026, abbiano cessato definitivamente l’attività.
L’INPS, in collaborazione con l’INL, effettua un monitoraggio qualitativo sull’impatto dell’introduzione sperimentale degli ISAC. Il relativo rapporto deve essere trasmesso al Ministero del Lavoro entro il 31 marzo 2027.
Presso il Ministero è istituito l’“Osservatorio ISAC”, composto da:
Possono partecipare esperti in materia giuridica, statistica ed economica. La partecipazione non comporta compensi o oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
Il decreto è corredato da due Allegati che costituiscono parte integrante e sostanziale del provvedimento:
Le Note tecniche definiscono in modo analitico l’impianto metodologico, le fonti informative, gli indicatori elementari e complessi, nonché le formule di calcolo delle variabili utilizzate per la determinazione degli indici.
Nonostante qualche differenza strutturali, per entrambi i settori, vale a dire Commercio all’ingrosso alimentare (M21U) e Strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere (G44U), è utilizzata un’impostazione metodologica simile, basata sull’integrazione dei dati fiscali e contributivi e sull’applicazione di modelli statistici per la stima della domanda di lavoro.
Gli ISAC sono costruiti integrando dati provenienti da diverse fonti istituzionali, in particolare:
Entrambi gli studi analizzano i dati relativi ai periodi d’imposta compresi tra il 2019 e il 2023, con l’obiettivo di stimare la domanda di lavoro delle imprese e verificare la coerenza delle giornate lavorate dichiarate.
Settore commercio all’ingrosso alimentare (M21U)
Il primo settore analizzato riguarda il commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, che comprende imprese operanti in diversi ambiti della distribuzione alimentare.
In questo settore l’attività è principalmente legata alla distribuzione commerciale di prodotti alimentari, con una forte componente logistica e organizzativa legata alla gestione dei magazzini e alla distribuzione sul territorio.
Settore strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere (G44U)
Il secondo settore analizzato riguarda le attività di ospitalità e ricettività turistica, comprendendo sia strutture alberghiere sia attività extralberghiere.
A differenza del commercio all’ingrosso alimentare, questo settore è caratterizzato da una forte componente di servizi alla persona, con una maggiore incidenza delle attività legate all’accoglienza, alla ristorazione e alla gestione delle strutture ricettive.
Un elemento fondamentale nella costruzione degli ISAC è rappresentato dai Modelli di Business (MoB), che consentono di classificare le imprese in gruppi omogenei in base alle modalità operative adottate.
In entrambi i settori, i Modelli di Business descrivono la catena del valore dell’impresa, tenendo conto delle caratteristiche organizzative, delle modalità di erogazione dei servizi e delle competenze impiegate nel processo produttivo.
Un’impresa può essere associata con diverse probabilità a più Modelli di Business, rendendo la stima statistica più flessibile e aderente alla realtà operativa delle aziende.
Modelli di Business nel commercio all’ingrosso alimentare
Nel settore del commercio all’ingrosso alimentare i Modelli di Business distinguono principalmente le imprese in base:
Tra i principali modelli rientrano:
In questo settore la classificazione è quindi fortemente legata alla struttura commerciale e logistica dell’attività.
Modelli di Business nel settore ricettivo
Nel settore delle strutture ricettive, i Modelli di Business distinguono le imprese principalmente in base:
Tra i modelli principali troviamo:
In questo caso la classificazione è legata soprattutto alla tipologia di offerta turistica e al livello dei servizi forniti.
In entrambi i settori l’analisi dell’affidabilità contributiva si basa su un sistema di indicatori articolato in:
Indicatori elementari
Gli indicatori elementari sono basati su confronti diretti tra dati dichiarati dalle imprese e distribuzione dei valori osservati nel settore.
Tra gli indicatori comuni ai due settori rientrano:
Questi indicatori permettono di individuare situazioni di incoerenza tra dati fiscali e dati contributivi oppure valori anomali rispetto al comportamento medio delle imprese del settore.
Indicatori specifici dei settori
Accanto agli indicatori comuni, ogni settore presenta anche indicatori specifici legati alle caratteristiche dell’attività economica.
Settore commercio all’ingrosso alimentare
Gli indicatori specifici riguardano soprattutto gli aspetti logistici e organizzativi dell’attività commerciale, tra cui:
Settore strutture ricettive
Nel settore alberghiero vengono invece considerati indicatori legati alla capacità ricettiva e all’utilizzo della struttura:
Questi indicatori consentono di valutare se il livello di occupazione della struttura è coerente con il numero di lavoratori dichiarati.
Indicatore complesso: forza lavoro dipendente
In entrambi i settori l’indicatore complesso principale è quello relativo alla forza lavoro dipendente.
Questo indicatore utilizza un modello econometrico di regressione che consente di stimare il numero teorico di giornate lavorate dai dipendenti sulla base delle variabili economiche e strutturali dell’impresa.
Tra le principali variabili utilizzate nei modelli di stima rientrano:
Nel settore ricettivo vengono inoltre considerate variabili specifiche come:
La differenza tra giornate stimate e giornate dichiarate rappresenta il cosiddetto gap di fattore lavoro, che consente di classificare lo scostamento come:
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