Ko l'accertamento basato su movimenti bancari riferiti alla vita privata

Pubblicato il 27 dicembre 2010 La Corte di cassazione, con ordinanza n. 23428 del 2010, confermando le sentenze dei giudici di merito, ha riconosciuto l'illegittimità di un accertamento Irpef da parte del Fisco a seguito di indagini bancarie effettuate sui conti correnti di un imprenditore e della moglie.

I giudici di legittimità hanno avallato gli accertamenti svolti dai giudici di primo e secondo grado verificando che i trasferimenti di denaro oggetto di indagini bancarie erano da imputare prevalentemente alla sfera personale della moglie e non ad attività riferibili a spostamenti di denaro per conto della società di cui il marito era socio. In conclusione gli uffici fiscali hanno errato nel non distinguere le attività bancarie svolte nell'ambito familiare da quelle riguardanti l'attività imprenditoriale.
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